Questa azienda di gelato sta chiudendo per colpa di parassiti e vermi dentro: ecco quale

Con l’arrivo della bella stagione, l’estate,  il consumo dei gelati cresce a dismisura, anche se recenti indagini di mercato hanno registrato un consumo di gelati omogeneo tra estate e inverno, infatti, i tanto apprezzati coni vengono consumati abbondantemente anche durante le stagioni più fredde. C’è da chiedersi, nonostante tutto, se i nostri amati gelati che consumiamo, siano di buona qualità e sui possibili rischi microbiologici che sono legati alla loro produzione.

Il gelato è uno tra i dessert che fanno più gola ed è composto generalmente da: uova, panna, cioccolato o da succhi di frutta portati ad una temperatura di congelamento al fine di poter creare un impasto morbido ed omogeneo. In merito alla sua qualità, il regolamento della comunità europea n.852/2004 stabilisce che tutti gli operatori del settore alimentare devono rispettare alla lettera, i criteri microbiologici stabiliti e alla luce di tutto questo, il controllo qualità prevede un piano di campionamento completo per accertarsi che ogni prodotto rispetti i valori fissati ed eventualmente procedere con dei correttivi.

Ma quali sono i batteri oggetti della chiusura di questa famosa azienda? Listeria monocytogenes: si tratta di un batterio sporigeno, Gram positivo, aerobio-anaerobio facoltativo e mobile. Questo batterio deve il suo nome al quadro di monocitosi ematica tipico dell’infezione (la listeriosi). La listeriosi è una malattia spesso molto grave, con percentuale elevata di ricovero e soprattutto di mortalità: in Europa sono stati segnalati, infatti, oltre 1000 casi nell’uomo solo nel 2020, con un tasso della mortalità superiore al 10% circa.

Questo batterio si trova nei terreni, nelle piante e nelle acque stagnanti, ma possono esserne portatori diretti anche gli animali come i bovini, gli ovini e i caprini . Nel 2019, in America è stato riscontrato un vero e proprio focolaio di listeriosi dovuto al consumo di gelati confezionati notevolmente contaminati. Ovviamente , il consumo di alimenti contaminati da questo batterio rappresenta la principale causa di trasmissione per l’uomo e per gli animali, considerando anche che questo batterio vive benissimo anche alle basse temperatura (ovvero quelle che oscillano tra i 2 e i 4 °C).

Quindi, i risultati relativi alle prove sulla qualità del gelato devono evidenziare soprattutto, per la tutela della salute del consumatore, una carica batterica inferiore a 90 ufc/g durante tutto il suo periodo di conservazione. Un’altra sostanza pericolosa per l’uomo è l’ossido di etilene che si presenta sotto forma gassosa e viene utilizzato soprattutto come disinfestante. Questa sostanza può facilmente contaminare gli alimenti, soprattutto perché viene utilizzata all’interno dei magazzini dove, vengono conservati gli alimenti.