Lo scandalo del verme dentro questa marca di gelato: ecco cosa è successo

Il gelato è un dolcissimo alimento amato in tutto il mondo e da tutte le età, dagli adulti fino ai bambini che ne vanno davvero matti. Con l’avvicinarsi dell’estate e del caldo, chi non ha inizia con regolarità a consumare un buon gelato? Il nostro paese, poi, è uno dei più grandi produttori di gelato, anche a livello internazionale ed inoltre i gusti e i formati che si possono trovare oggi in commercio sono davvero tantissimi. Per esempio, troviamo nei supermercati e nei bar, i grandi classici alla crema, alla nocciola e al cioccolato, fino a quelli alla frutta (come fragola e limone in primis), arrivando poi ai sapori più strani e curiosi, quale ad esempio il gelato al peperoncino, alla cipolla o addirittura alla birra.

Insomma, la scelta è indubbiamente molto vasta adatta sicuramente a tutti i tipi di palati. Tuttavia, la vera propria grande differenza tra i diversi gelati, non è tanto il gusto in sé o la forma, ma bensì la sua produzione, poiché possiamo distinguere tra i gelati confezionati (quelli prodotti industriali, che troviamo nei freezer dei supermercati) da quelli artigianali (realizzati in piccole quantità). Ma andiamo al centro dell’articolo e vediamo quali sono i vermi che possiamo trovare all’interno dei gelati.

Quali sono esattamente i batteri oggetto del monitoraggio? In primis c’è la Listeria monocytogenes: si tratta di un batterio Gram positivo, asporigeno, aerobio-anaerobio facoltativo e mobile che deve il suo nome al quadro di monocitosi ematica tipico dell’infezione stessa (listeriosi). La listeriosi è spesso molto grave e ha come conseguenza elevati tassi di ricovero e soprattutto di mortalità: in Europa sono stati segnalati oltre 1000 casi nell’uomo solo nell’anno 2011, con un tasso di mortalità superiore al 10%.

Questo batterio si trova nel terreno, nelle piante e perfino nelle acque, ma anche animali quali bovini, ovini e caprini possono esserne portatori diretti. Nel 2010, negli Stati Uniti d’America è stato registrato infatti un vero e proprio focolaio di listeriosi dovuto al consumo di gelati confezionati particolarmente contaminati. Il consumo di alimenti contaminati rappresenta quindi la principale modalità di trasmissione per l’uomo e gli animali, considerando anche che questo batterio riesce a tollerare benissimo anche le basse temperatura (ovvero quelle tra i 2 e i 4 °C).

Ma facciamo attenzione anche ad un’altra sostanza pericolosa: l’ossido di etilene che si presenta sotto forma gassosa e che viene utilizzato come disinfettate e disinfestante. Questa sostanza può risultare dannosa per la nostra salute in quanto è possibile che possano avvenire contaminazioni negli alimenti, soprattutto perché viene utilizzato all’interno dei magazzini dove, appunto, vengono conservati tutti gli alimenti.