Salsa di pomodoro: è stata trovata della muffa dentro questa marca

Un nuovo test sulla salsa di pomodoro è stato indotto di recente e arriva veramente al momento giusto, dopo che di recente, come abbiamo visto, sono state sequestrate diversi lotti di prodotti contenenti delle tossine della muffa, generando una certo panico tra i consumatori. Questo nuovo test è stato condotto in Francia, ma sono presenti diversi marchi italiani quindi venduti appunto anche sul nostro territorio. Con un tempismo davvero perfetto, gli studiosi hanno analizzato e messo a confronto oltre 50 marche diverse di salse di pomodoro.

Gli esperti di laboratorio anche in questo caso sono andati alla ricerca di eventuali anomalie e di sostanze tossiche nelle passate. In particolar modo delle tossine della muffa come le micotossine. Nonostante il test sia stato svolto in Francia, riguarda molto da vicino anche noi, dato che l’Italia è leader di esportazione del pomodoro e dei suoi derivati. Infatti è stata indicata come paese di origine di molti prodotti analizzati, i quali sono presenti anche nel nostro mercato.

I risultati prodotti da questa indagine hanno evidenziato che una passata di pomodoro su cinque conteneva tracce di micotossine. Gli esperti hanno indicato che all’interno dei barattoli e delle lattine in commercio sono finiti anche pomodori avariati e quindi ammuffiti. Le tossine della muffa presenti in alcune passate condotte dai test sono risultate quelle del genere Alternaria, fungo molto diffuso sulle piante di pomodoro. Queste tossine, vengono denominate Alternariol (AOH), è rappresentano un potenziale rischio per la nostra salute. Degli studi hanno evidenziato, infatti, effetti nocivi sulla salute delle persone ma anche per gli animali, che possono essere dei semplici disturbi gastrointestinali sino a problemi molto più seri come quelli renali, immunodeficienza e nei casi più gravi infine cancro.

Le autorità sanitarie comunque hanno tranquillizzato i consumatori affermando che ad oggi non esistono valori legali limite per queste tossine, ed inoltre i valori riscontrati non risultano preoccupanti per la salute delle persone. Inizialmente comunque verranno forniti solo dei livelli indicativi e, se questi non verranno rispettati, i produttori sono tenuti a rimediare nel più breve tempo possibile. Nell’indagine condotta sono stati solamente in dieci che hanno presentato un serio problema con le tossine della muffa, presentando livelli elevati.

L’unica notizia triste è che anche i marchi a coltura biologica sembrano essere colpiti anch’essi da questo problema. Infatti, nell’indagine condotta hanno trovato quantità di tossine di rilievo anche in diversi prodotti biologici. I produttori del settore si sono difesi affermando che per loro è più difficile combattere questo fenomeno, perché nell’agricoltura biologica non è possibile utilizzare prodotti chimici.