Questa marca di tonno in scatola causa mal di stomaco: ecco quale

Quando il tonno in scatola causa forte mal di pancia? Qui stiamo parlando dell’intossicazione causata dal consumo di tonno chiamata precisamente Sindrome Sgombroide. Questa sindrome non riguarda soltanto i pesci freschi ma a causarla sono anche quelli sott’olio, in scatola, gli essiccati e i sottovuoti e ancora, non riguarda in maniera unica il tonno in tutte le sue varianti, ma anche lo sgombro, le alici e le sarde, e altri pesci, seppur in minore misura.

Cosa è la sindrome sgombroide? Su questa intossicazione c’è ancora molta confusione in quanto molti erroneamente credono che sia dovuta al mercurio e ad altri metalli pesanti che sono presenti nei pesci (ma altre fantasie che è meglio tacere) invece è ben sapere che la causa è l’alto contenuto di istamina che esiste in questi pesci se non vengono conservati in un certo modo (da cui l’altro nome della sindrome è “intossicazione da istamina”).

Per farla breve: la carne dei pesci contiene l’istidina, un aminoacido che risulta assolutamente innocuo che è presente nelle branchie e nelle interiora dei pesci dove vivono altri batteri anch’essi innocui; solo che dopo alcune ore che dal pescaggio del pesce, i batteri producono delle sostanze che degradano i tessuti, tra cui è presente l’enzima istidin-decarbossilasi che trasforma l’istidina in istamina che, accumulandosi nella carne, diventa particolarmente tossica per l’uomo.

Per arginare tale processo, l’unico mezzo che rimane è il mantenimento del pescato costantemente alla temperatura inferiore ai 4°C, fino poi al momento della sua consumazione. Bisogna tenere ben presente, infatti, che il deterioramento batterico e la produzione dell’ istamina possono avvenire in qualsiasi fase della filiera alimentare: dalla pesca e sbarco del pesce, ai processi di trasformazione e distribuzione del pesce, fino ad arrivare al livello di ristorazione collettiva o nelle abitazioni private.

Ma andiamo a vedere quali sono i sintomi di questa sindrome sgombroide. Essi iniziano dai 10 minuti alle 2 o 3 ore dopo aver ingerito gli alimenti ricchi di istamina; le manifestazioni cliniche sono quelle simili ai fenomeni allergici e per tale ragione possono manifestarsi in maniera del tutto differente:

  1. sintomi cutanei tipo il rossore localizzato nella zona del viso e del collo con sensazione di intenso calore; ma anche orticaria, gonfiori facciali e prurito.
  2. sintomi gastrointestinali come diarrea, dolore addominale, nausea con conseguente vomito.
  3. sintomi emodinamici e neurologici quali palpitazione, vertigini, mal di testa, formicolio, disturbi alla vista, tremori e debolezza generale.
  4. Nei casi più gravi possono avvenire broncospasmo, difficoltà respiratorie e complicanze cardiache, ma di solito avvengono soltanto in quegli individui che hanno già condizioni preesistenti di ipersensibilità.