Il giusto metodo per cucinare le uova eliminando tutti i batteri nocivi: ecco come

Le uova sono uno tra i prodotti più diffusi in Italia, purtroppo però il 3% circa di questi, risulta contaminato da Salmonella. Dunque, come possiamo evitare le uova contaminate? Per riuscire a ridurre il rischio di contrarre la salmonellosi si possono seguire dei semplici e mirati consigli, che sono stati pubblicati dall’American Egg Board, i quali affermano che, innanzitutto, una valida alternativa è quella di utilizzare uova pastorizzate.

Questo consiglio è utile soprattutto per chi desidera continuare a preparare alimenti che contengono uova crude o poco cotte, dunque, per chi è particolarmente esposto a rischio di complicazioni da salmonellosi o per i soggetti che operano a livello artigianale. Come cuocere le uova in diversi modi? Scopriamolo insieme. Nelle uova strapazzate, omelette o frittate, bisogna cuocere le uova finché non notiamo che si sono rapprese e non è rimasto nessun liquido visibile nell’uovo. In questo tipo di cottura il termometro non è necessario.

Per quanto riguarda le uova all’occhio di bue, per ottenere una buona cottura, è importante cuocere entrambi i lati così da far aumentare la temperatura interna fino ai 70°C (una temperatura abbastanza alta uccide molti batteri pericolosi, tra cui Salmonella), a metà cottura abbassare leggermente la fiamma e ungere le uova (aggiungere grassi), in seguito coprire la padella con un coperchio e cuocere finché gli albumi non diventano completamente solidi ed i tuorli cominciano a rapprendersi ma non sono duri. Neanche qui il termometro è necessario.

Per cucinare le uova alla coque, è necessario mettere le uova in una padella con dell’acqua(non troppo abbondante). In seguito bisogna portare le uova e dunque, l’acqua a completa ebollizione e subito dopo spegnere il fuoco, coprire la pentola con un coperchio e lasciare le uova nell’acqua calda per circa qualche minuto (non più di 5 minuti). Ma cos’é la salmonella? È un germe invisibile ad occhio nudo. Che si trova nella maggior parte degli animali (uccelli, rettili, mammiferi), ma anche l’uomo può ospitare la germe nel proprio intestino anche senza che quest’ultimo si manifesti con i sintomi caratteristici della malattia.

Dunque, a questo punto é ovvio che la salmonella, insieme ad alcune piccolissime particelle di feci, può essere presente nella polvere, nella frutta, nella verdura, sul guscio delle uova, nella carne cruda, sulle mani, ecc … e sono soprattutto le uova a costituire uno tra i principali veicolo di infezione per l’uomo. Anche nel tuorlo possiamo trovare questo batterio, dovuto ad un’infezione dell’apparato riproduttivo della gallina.