La marca di pomodoro in scatola più comprata in tutta Italia: ecco perché

Un alimento che non può di certo mancare nelle dispense di tutti gli italiani e non solo è la passata di pomodoro. Scopriamo insieme di cosa si tratta e qual è la migliore in commercio. La passata è una conserva preparata con pomodori freschi, setacciati e privati di una parte del contenuto acquoso. Questo prodotto oggi rientra nella lista dei commodity, ovvero nell’elenco degli alimenti verso cui è veramente difficile trovare delle significative differenze di gusto tra le varie marche in commercio.

Proprio per questo motivo spesso noi consumatori basiamo la nostra scelta al supermercato, solamente sul prezzo. Naturalmente tutto ciò reca un enorme vantaggio alle bottiglie con il marchio del supermercato stesso (poiché hanno un prezzo inferiore), ormai leader di mercato con oltre il 24% dei volumi in tutta la distribuzione moderna. Un fattore che dobbiamo assolutamente puntualizzare è la differenza tra la passata industriale, la quale viene preparata con processi e lavorazioni particolari e la passata artigianale, la quale viene fatta molto più in piccolo e con molta più cura.

Le differenze tra conserve di pomodoro industriali e artigianali spesso partono direttamente dal campo. In linea generale su entrambi i fronti vengono impiegati pomodori ibridi rossi, ovvero quelli lunghi a lampadina ( simili al San Marzano, per capirci meglio) per fare i pelati, quelli rotondi invece per le passate. Ma se vogliamo assaporare il vero gusto della passata di pomodoro, con le caratteristiche e i sapore particolari di un tempo, bisogna rivolgersi alle produzioni più piccole, come accennato prima, quelle artigianali.

Di queste fanno parte anche le piccole e medie aziende, le quali rivolgono un estrema cura al prodotto, infatti, selezionano varietà autoctone e territoriali oppure, anche se in casi più rari, coltivate direttamente nel proprio pezzo di terra. Secondo quel processo otteniamo la passata di pomodoro industriale? La passata industriale è ottenuta principalmente da una tecnica chiamata hot break, ovvero dalla concentrazione del succo di pomodoro. Ed inoltre, è caratterizzata da una elevata percentuale di solidi solubili e insolubili, così da riuscire a garantire un’ottima consistenza e viscosità del prodotto.

Le piccole aziende di qualità lavorano il pomodoro a temperature molto basse, per riuscire a conservare per più tempo possibile la fragranza, gli aromi, la consistenza e il colore. Alcune volte la cottura dell’ortaggio avviene in acqua, e non a vapore con pastorizzazione a bagnomaria. Da tutto ciò derivano prodotti che, come emerge da un’attenta e scrupolosa degustazione comparativa di diverse passate italiane, quelle artigianali hanno profumi più intensi e gusti più freschi, i quali richiamano quelli del pomodoro appena raccolto.