Lo zucchero nel caffè non sempre fa bene: ecco perché dovresti evitarlo

La maggior parte degli italiani è solita aggiungere lo zucchero nel caffè espresso. Ma, al di là delle considerazioni nutrizionali e del gusto personale, sarebbe meglio non farlo. Perché? Vediamolo insieme. La classica bustina di zucchero ha subito delle rivisitazioni nel corso del tempo: anni fa, era del tutto normale trovare nei bar un solo tipo di dolcificante, ovvero lo zucchero bianco, nelle bustine da 7 grammi. Con il passare del tempo, il packaging si è rimpicciolito parecchio e la quantità presente all’interno è diminuita notevolmente, fino ad arrivare agli odierni 3-4 grammi.

Accanto a queste bustine sono apparsi zuccheri e dolcificanti di ogni tipo: zucchero di canna, zucchero di cocco, miele, stevia, sciroppo d’acero e di agave. C’è sicuramente una vastissima scelta, ma tutti, chi più chi meno, vanno ad alterare il gusto del caffè che nella tazzina è davvero pochissimo, meno di ciò che vediamo. La bevanda contenuta nella tazzina in genere pesa tra i 20 e i 25 grammi. Ma di questi, quanto è l’acqua presente? Quanto sono, invece, le sostante estratte dal caffè? Ben poche.

Lo zucchero nasconde i difetti: Una delle argomentazioni principali di chi usa lo zucchero all’interno del caffè è che l’espresso altrimenti sarebbe troppo amaro. E come dargli torto? Gli espressi che ci capita spesso di bere al bar sono anche molto amari e tanti di questi sono bruciati o presentano altri aromi negativi, legati al vegetale oppure al fermentato. È quindi difficile riuscire a trovare un caffè espresso che sia davvero equilibrato, che presenti cioè la giusta acidità, un amaro sottile e una dolcezza di fondo. Aggiungere lo zucchero non è soltanto un’abitudine italiana, ma è proprio un modo per andare a rimediare ad una materia prima non perfetta e trattata con poco garbo.

La cosa più importante è però che l’aggiunta di zucchero o altri dolcificanti compromettono alcuni degli effetti positivi del caffè come ad esempio le proprietà termogeniche, ovvero quelle che aiutano a bruciare i grassi più velocemente. Lo zucchero del caffè genera infatti dei picchi di insulina che ne limitano l’azione termogenica e se si assume questa bevanda anche con l’intento di bruciare grassi, oltre a prenderlo totalmente amaro dovremmo berlo al mattino e soprattutto a digiuno, possibilmente svolgendo attività fisica entro un’ora. Il caffè amaro va a migliorare anche l’effetto energizzante in quanto l’aumento dell’insulina dovuto allo zucchero può portare la sonnolenza e uno stato di stanchezza generale che vanno ad attenuare l’effetto stimolante del caffè.