Questa marca di tonno in scatola sta facendo disgustare tutti: ecco perché

Il cibo in scatola è da sempre la scelta migliore, per tutti gli individui che devono partire per un lungo viaggio, che non hanno molta voglia di mettersi ai fornelli (soprattutto nei mesi estivi) o semplicemente quando non hanno molto tempo a disposizione per farlo. A spopolare soprattutto nell’ultimo periodo è il tonno in scatola, il quale riesce ad integrare nel nostro organismo migliaia di sostanze nutritive, tra cui, in maggiore percentuale, troviamo l’omega 3. Questa particolare sostanza è costituita da grassi polinsaturi considerati essenziali.

In particolare, il loro precursore (l’acido alfa-linolenico, ALA) non può essere sintetizzato dal nostro corpo, ed è proprio per questo che deve essere assunto per via alimentare. La frequente assunzione di omega 3, è indicata dai medici per contrastare lo sviluppo di alcune patologie, come ad esempio i trigliceridi alti, l’artrite reumatoide, la depressione, l’Alzheimer e altre forme simili di demenza, la sindrome da deficit di attenzione-iperattività ed infine, l’asma.

Nonostante tutte queste proprietà benefiche il pesce in scatola ha anche delle controindicazioni, le quali sono rappresentate maggiormente dagli additivi e dai conservanti contenuti in essi. I conservanti non fanno altro che illuderci, poiché permettono che anche dopo molto tempo il tonno rimanga di un buon colore e senza cattivi odori, ma a che prezzo? Il prezzo che paghiamo noi, anzi la nostra salute, è decisamente troppo alto. Infatti ingerire spesso le suddette sostanze nocive, fa sì che il nostro organismo vada incontro a varie problematiche di salute.

Secondo l’ultima revisione dei LARN, il quale è un acronimo che rappresenta i Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana, l’assunzione ideale di omega 3 dovrebbe soddisfare tra lo 0,5 % e il 2% del fabbisogno energetico giornaliero, indipendentemente dall’età del soggetto. Inoltre, è importante puntualizzare che quando si sceglie di assumere omega 3 sotto forma di integratori si può incorrere in effetti collaterali come ad esempio, difficoltà digestive e gas intestinali, soprattutto se la fonte di omega 3 in questione è l’olio di pesce.

Gli omega 3 possono anche aumentare il rischio di emorragie interne; proprio per questo prima di assumerli è bene consultarsi con il proprio medico di fiducia, così da eliminare il rischio di nascita di nuove patologie o lo sviluppo di problemi di salute di cui già si soffre. Infine, è sempre bene consultarsi preventivamente con un medico prima di assumere un qualsiasi tipo di integratore durante situazioni di salute particolari, come la gravidanza o l’allattamento al seno.