La lista delle marche di pasta che stanno per essere eliminate dal commercio: ecco quali

Recentemente una rivista svizzera ha pubblicato i risultati di un test condotto su 18 marchi di pasta, di cui 13 erano provenienti da agricoltura convenzionale e solo 5 da agricoltura biologica: l’obiettivo di questa ricerca era quello di scoprire se fossero presenti anche solo minime tracce di glifosato. Le analisi effettuate in laboratorio hanno trovato residui in 10 di quei 13 prodotti convenzionali testati ma si trattava, fortunatamente, di quantità non elevate che non superano i limiti di legge; questo però non vuol dire che le sostanze siano salutari.

Cos’è il glifosato: è una sostanza pericolosa? Cerchiamo di capire insieme cos’è il glifosato, se è pericoloso e cosa può provocare alla nostra salute. Il glifosato è l’erbicida più diffuso al mondo, in quanto particolarmente efficace e molto meno tossico rispetto ad altri simili prodotti disponibili quando è stato messo in commercio. Uno studio risalente al 2012 sulla somministrazione del glifosato sui topi, sembrava averne dimostrato della cancerogenicità.

Tuttavia, l’articolo è stato ritrattato per alcuni problemi di metodo e quei dati non sono mai stati, quindi, replicati negli studi di qualità superiore. Dopo un’attenta analisi, la IARC di Lione ha classificato questa sostanza nel cosiddetto “gruppo 2A”, ovvero tra i più probabili cancerogeni. Le autorità internazionali hanno però espresso dei giudizi più rassicuranti ed hanno previsto misure di cautela in merito.

Le misure di cautela a cui facciamo riferimento sono ad esempio il divieto di utilizzarlo in aeree molto popolate oppure la necessità di riesaminare i livelli massimi di residui consentiti per legge. Nel 2015, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha condotto un’altra valutazione tecnica secondo la quale è molto improbabile che il glifosato costituisca un pericolo per gli esseri umani ma comunque, ha ugualmente disposto dei nuovi livelli di sicurezza che rendono quindi più severo il controllo dei residui di glifosato all’interno degli alimenti.

Queste conclusioni sono state oggetto di critiche, finché nell’anno 2016, l’OMS e la FAO (l’organizzazione delle nazioni unite per il cibo e per l’agricoltura), hanno condotto un’analisi giungendo alla medesima conclusione sopra citata cioè che il glifosato non comporta nessun rischio di cancro per gli esseri umani come conseguenza dell’esposizione attraverso l’alimentazione.

Inoltre l’AIRC (l’agenzia europea per le sostanze chimiche) ha classificato il glifosato come una sostanza che può provocare lesioni oculari e che può essere tossica per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata. Per tali ragioni l’EFSA ha dovuto definitivamente rivedere i livelli massimi di residui di glifosato all’interno o sulla superfice degli alimenti in modo che i consumatori possano essere protetti da tutti gli eventuali effetti negativi.