Castagne matte, ecco come riconoscerle: “non mangiarle mai!”

L’autunno, si sa, è il periodo delle tanto amate e desiderate castagne. Si tratta infatti di uno dei prodotti simbolo dei primi freddi autunnali che fanno irruenza dopo i caldi afosi estivi ed è uno tra i cibi più amati della stagione corrente. Sia bollite, che cotte al forno o direttamente cucinate sul fuoco, le castagne sono le regine indiscusse di questo periodo dell’anno, consumate a fine pasto oppure come se fossero un gustoso snack, o perché no, anche per un aperitivo saziante e super calorico.mAnziani, adulti e bambini, tutti si cimentano nel bosco alla ricerca di questi frutti sfiziosi ma lo sapevate che non tutte le castagne sono buone?

Anzi, alcune di essere possono addirittura causare problemi intestinali e intossicazioni molto serie. E’ di vitale importanza allora fare attenzione a quelle pazze (anche dette castagne matte), ovvero quelle da non mangiare. Così come vale, infatti, per i funghi (il cui mondo è però assolutamente molto più vasto), bisogna stare molto attenti anche a consumare le castagne giuste perché non tutte quelle che si trovano, infatti, sono per forza buone e commestibili. C’è una particolare varietà di castagna tossica, assolutamente non edibile, per quanto esteticamente si possa facilmente confondere con quella che spesso e volentieri ci ritroviamo a preparare.

Come possiamo riconoscere la castagna matta e distinguerla da quelle buone? Vediamolo insieme. Nonostante l’omonimia e le tante somiglianze estetiche, le castagne e le castagne matte sono due frutti (o forse è più indicato dire semi) diversi, di distinzione non troppo complicata se presta un minimo di attenzione e di accortezza. Può capitare ugualmente però che qualcuno non riesca a riconoscerle e possiamo dire, sfortunatamente, che i casi di intossicazione non sono affatto rari.

Castagne selvatiche: La castagna deriva della Castanea sativa, un grande albero che appartiene alla famiglia delle Faceceae e che si trova tra i 300 e i 1200 metri d’altezza, mentre la castagna matta deriva, invece, dall’Aesculus hyppocastenum, l’ippocastano, ovvero l’albero che viene utilizzato prettamente a scopo ornamentale e per creare grandi zone d’ombra lungo le strade o nei parchi urbani quindi è facilmente rintracciabile anche in città. Differenti sono quindi, già le piante di provenienza, accompagnate dalle foglie delle due specie che sono fisiologicamente diverse tra loro. Quelle del castagno sono singole e presentano una foglia seghettata mentre quelle dell’ippocastano sono composite e formano una specie di palmo di mano.