Tonno in scatola: attenzione a quello che può contenere

Il tonno in scatola è sicuramente uno degli ingredienti più versatili in cucina in quanto si accosta a tutti i pasti in modo ottimale e si può aggiungere sia agli stuzzichini, che ai primi, che ai secondi oppure si può consumare anche come semplice contorno abbinato ad una verdura di stagione. Il gusto del tonno piace a tutti, grandi e bambini, e questo particolare decreta il suo insuperabile successo.

Sono in quasi un miliardo e mezzo di euro i soldi che sono stati spesi dagli italiani per il consumo del tonno soltanto nell’ultimo anno. Ma è davvero così salutare come vogliono farci credere? È vero che il tonno pratico, facile e veloce da utilizzare ma è anche vero che il suo consumo non deve essere assolutamente abusato. Come ben sappiamo, il pesce, è un prodotto facilmente deteriorabile e come tale deve essere lavorato e conservato seguendo dei criteri di igiene imposti dalle autorità. In caso contrario si potrebbe incorrere in problemi di salute spesso invalidanti che possono anche portarci in ospedale, qualora il pesce non venga conservato in modo ottimale.

Il momento in cui l’attenzione all’igiene deve essere maggiore non è però durante la pesca bensì nelle successive fasi di pulizia quali il taglio e le conservazione: tutti i passaggi devono essere fatti seguendo la normativa rivolta la giusta conservazione. Le scatolette di tonno devono essere poi ben conservate in luogo asettico e asciutto in modo tale da garantire la massima resistenza al prodotto; anche gli ingredienti che si trovano all’interno devono seguire la stessa perizia e garantire la sicurezza alimentare. Solitamente, oltre al tonno, all’interno della scatoletta ritroviamo l’olio di oliva che funge da conservante e le spezie e il sale che permettono invece una maggiore resistenza alla deperibilità del prodotto.

Questo comodo alimento porta però, dietro di sé, degli elementi nocivi per il nostro organismo come il mercurio e il piombo: due metalli pesanti che, una volta che si sono depositati nel nostro organismo, possono portare a vari danni al nostro sistema immunitario. È stato altresì scoperto che questi metalli non vengono espulsi dal nostro corpo ma rimangono dentro di noi per un lungo periodo di tempo. Per di più, questi problemi, potrebbero ripercuotersi non soltanto a livello digestivo o a livello del sistema immunitario ma anche a livello neurologico e secondo un’analisi fatta da una professoressa di scienze della nutrizione all’Università di New York, la tipologia di pesce che contiene un maggior quantitativo di omega 3 è, al tempo stesso, quello che nasconde un’elevata concentrazione di mercurio.