Si può bere acqua di notte? La risposta lascia tutti senza parole

Sappiamo bene che il nostro organismo è costituito prevalentemente da acqua che, distribuita sia fuori che dentro le cellule, è costantemente soggetta a ricambio. Le principali vie di eliminazione dell’acqua sono: le urine, le feci (che includono i succhi digestivi), il sudore e il vapore acqueo di ventilazione polmonare. Soprattutto nel periodo estivo di caldo afoso, in caso di attività fisica impegnativa e a seguito di patologie che determinano vomito o diarrea, è davvero fondamentale bere (e mangiare) in maniera proporzionale alle perdite idriche subite.

La disidratazione, o comunque un’idratazione “non ottimale”, può aumentare notevolmente il rischio di varie condizioni disagevoli, acute e croniche e per evitare ciò diventa allora fondamentale implementare l’intake globale di acqua, non soltanto bevendo, ma anche prediligendo alimenti sensibilmente idratati, latte e yogurt e bevande di vario genere. C’è però da dire che, nell’arco di tutta la giornata, una persona trascorre in media 1/3 del tempo dormendo e durante questo periodo non solo risulta impossibile mangiare e bere, ma “dovrebbe” avvenire anche una certa perdita di liquidi. Ecco che in questo articolo cercheremo di capire meglio cosa avviene durante la fase del sonno, se risulterebbe consigliabile bere anche in questo arco temporale e per quale motivo.

Sul fatto che di notte beviamo poco, non c’è dubbio perché è innegabile. Tuttavia, se la quasi totalità delle persone non sente lo stimolo della sete nel periodo del sonno, con poche eccezioni che sono legate ad un esubero di sale a cena, e fa poca pipì, una ragione ci dev’essere. Ma perché di notte beviamo poco? L’interazione di tre specifici gruppi di cellule nervose, presenti in una zona profonda del cervello, previene la disidratazione del nostro organismo durante il sonno. Pertanto, quando dormiamo di notte, è possibile rimanere diverse ore senza bere?

La risposta arriva da alcuni scienziati: c’è un ormone antidiuretico, la vasopressina, che controlla nel nostro organismo la ritenzione dei liquidi. Questo è secreto dalle cellule dell’ipotalamo che sono attivate da un gruppo di cellule nervose definite cellule osmosensibili, in grado di rilevare concentrazioni di acqua nel sangue. Durante il giorno è sufficiente bere qualche liquido per rimediare questa bassa concentrazione di acqua ma al contrario, mentre dormiamo, l’attività del nucleo suprachiasmatico si riduce, permettendo in questo modo un rilascio maggiore di vasopressina rispetto a quello che viene registrato durante l’arco della giornata. Come conseguenza si ha, certamente, una maggiore ritenzione di liquidi.