Se compri tonno in scatola stai attento a questa etichetta: FOTO

Il tonno in scatola sebbene possa essere dannoso in determinate condizioni, è però al tempo stesso uno degli alimenti più consumati in tutto il mondo: economico, con un sapore delizioso, salutare e apporta molteplici benefici al nostro organismo. Chi consuma del tonno in scatola, al momento dell’acquisto, dovrebbe sempre fare attenzione alle etichette ed è importante non soltanto la tipologia di tonno usata, se è al naturale, all’olio d’oliva o extravergine, ma è importante anche conoscere alcune informazioni “ambientali” come la sua provenienza e il modo in cui avviene la pesca.

Per quel che riguarda le etichette presenti sulle scatolette di tonno, la legge europea obbliga ad indicare una serie di informazioni come: la specie ittica (nella quale deve essere presente il nome sia commerciale che scientifico del tonno utilizzato) e la provenienza (il luogo in cui è stato pescato il tonno e la tecnica che è stata utilizzata). Questi due sono dei fattori molto importanti in quanto alcune specie di tonno sono più a rischio di altre. Inoltre, ci sono alcune zone di pesca che sono migliori di altre perché le popolazioni di tonno sono più numerose e decisamente più sane. Ma dove è possibile trovare tutte queste informazioni in etichetta?

La zona di pesca del tonno di solito si trova accanto alla data di scadenza ed è indicata con FAO, che sta proprio ad indicare zona FAO di pesca. Esse non sono altro che aree geografiche indicate dall’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Una classifica stilata ci mostra qual è la scelta del tonno “più sostenibile” ed è consiglia di acquistare tutte quelle marche che utilizzano tonnetto striato, ovvero una delle specie presenti più numerose e che non è a rischio di estinzione, al posto del tonno a pinna gialla (ancora più pregiato) che è una specie maggiormente minacciata.

Le zone FAO consigliate sono il Pacifico occidentale e centrale con FAO 61, 71, 81 mentre quelle sconsigliate riguardano l’Oceano Atlantico con FAO 31, 34, 41, 47 e l’Oceano Indiano con FAO 51, 57. Infine è anche importante il metodo di pesca che è stato utilizzato di cui il più impiegato è quello con reti a circuizione con utilizzo di FAD, ovvero degli oggetti galleggianti che hanno lo scopo di attirare i pesci di qualsiasi genere che rimangono incastrati. Poi c’è anche la pesca con palamiti (o palangari) che non è propriamente una tecnica sostenibile e sarebbe per cui opportuno scegliere del tonno pescato a canna o con reti a circuizione su banchi liberi (tecniche che evitano la morte di altre specie).