Non mangiare mai pasta cruda: ecco cosa succede al nostro corpo

La pasta è uno tra gli alimenti più consumati tra la popolazione italiana di tutte le età. Ma la domanda che tutti si pongono è meglio la pasta la dente oppure ben cotta? Alcuni potrebbero pensare che poco cambi oppure che si tratti solo di gusti personali, ma in realtà non è proprio così. Infatti, la cottura è molto importante, in quanto da questa deriva la digeribilità della stessa pasta. Questo dipende dalla composizione della pasta, i cui ingredienti principali sono il glutine e amido. Dato il grande dibattito, gli esperti hanno deciso di aiutarci con dei consigli.

Esperti hanno dimostrato come la pasta a dente abbia un indice glicemico sensibilmente più basso rispetto a quella ben cotta, perché così facendo l’amido non viene totalmente disperso nell’acqua. Ma l’altra faccia della medaglia ci mostra una dura verità: la pasta poco cotta non riesce ad essere digerita. Inoltre, continuano gli esperti, anche una pasta troppo cotta non consente una corretta e totale digestione. Infatti, se la pasta cruda non può essere scalfita dagli enzimi digestivi, la pasta troppo cotta tende a formare un impasto colloso molto difficile da metabolizzare.

Per preparare un buon piatto di pasta è importante avere una pentola abbastanza capiente, così da poter contenere abbondante acqua: infatti, per ogni 100 grammi di pasta ci vuole più di un litro d’acqua. L’acqua non va salata subito ma non appena inizia a bollire, quindi intorno ai 100 gradi. A questo punto siamo pronti per buttare la pasta e mescolare rigorosamente con un cucchiaio di legno così da non farla attaccare. Abitudine comune di molti è quella di aggiungere un filo d’olio durante la cottura di pasta fresca. Si tratta di una pratica assolutamente errata, in quanto va ad alterare il gusto.  Altro fattore significativamente importante è il tempo di cottura.

Da questo infatti, dipende il grado di cottura della pasta e di conseguenza la sua digeribilità. Solitamente viene indicato sulla confezione stessa, ma c’è chi preferisce affidarsi al proprio palato assaggiando durante la cottura. Ovviamente il minutaggio non può essere uguale per tutti i tipi di pasta: questo dipende dalla varietà del grano e se si tratta di una pasta fresca oppure essiccata. Solitamente la pasta fresca impiega notevolmente molto meno tempo rispetto alla pasta essiccata, infatti bastano circa tre minuti per cuocersi e una volta pronta torna subito a galla, mentre quella che normalmente acquistiamo al supermercato necessita di circa 11 minuti. Un piccolo consiglio che i grandi chef ci danno è quello di mantenere sempre un po’ di acqua di cottura così da poterla utilizzare alla fine per mantecare al meglio la pasta con il condimento.