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Borghi-fantasma dell’Abruzzo: storie suggestive per un viaggio fuori dal tempo

Rita Malaspinadi Rita Malaspina· 29/07/2026 10:24
Borghi-fantasma dell’Abruzzo: storie suggestive per un viaggio fuori dal tempo

Negli ultimi anni, il turismo esperienziale in Abruzzo ha riscoperto una dimensione autentica e affascinante: quella dei borghi abbandonati. Queste comunità fantasma, disseminate tra le valli e i rilievi della regione, raccontano storie di migrazione, resilienza e trasformazione. Chi sono gli artefici di questi splendidi declini? Cosa li ha causati? E soprattutto, dove si trovano questi luoghi sospesi nel tempo? Abbiamo indagato per voi.

Il fenomeno dei borghi abbandonati in Abruzzo

I borghi fantasma abruzzesi sono il risultato di processi storici complessi. Tra il XIX e il XX secolo, l'Abruzzo ha subito massicce ondate migratorie verso le città industrializzate e verso l'America. Le giovani generazioni hanno abbandonato i paesi montani alla ricerca di opportunità economiche, lasciando dietro di sé case in pietra, chiese silenziose e memorie dimenticate.

Come spiega uno studioso di sociologia rurale, "questi spazi rappresentano un archivio vivente dell'identità meridionale". Non si tratta semplicemente di rovine, ma di testimonianze tangibili di un intero modo di vivere scomparso.

Oggi, molti di questi centri abitati resistono in uno stato di torpore, preservati da un lato dal clima secco della montagna abruzzese, dall'altro dalla mancanza di interventi di riqualificazione massiccia. Ciò li rende paradossalmente affascinanti per chi ricerca autenticità e disaggregazione dalla modernità.

I borghi più suggestivi da visitare

Cominciamo da Civitaluparella, nel Chietino, un insediamento medioevale arroccato su uno sperone di roccia. Le sue vie strette, i muri scrostati e le finestre vuote creano un'atmosfera quasi sospesa. Qui, durante i mesi estivi, alcuni appassionati di archeologia e fotografia urbana hanno iniziato a organizzare esplorazioni guidate.

Più a sud, in provincia dell'Aquila, si incontra Casentino, completamente disabitato dal 1960. Le case si affacciano ancora su una piazza centrale, come se gli abitanti fossero usciti solo un momento fa. La chiesa parrocchiale conserva ancora gli arredi liturgici originali, una rarità che attrae specialisti di patrimonio ecclesiastico.

Non meno affascinante è Bugnara, tra le province di Pescara e Chieti, dove l'Spopolamento rurale|spopolamento rurale ha lasciato intatte costruzioni rinascimentali. Le testimonianze orali raccolte dagli anziani di Vasto raccontano di come, negli anni Cinquanta, intere famiglie partissero per Buenos Aires con una sola valigia, lasciando proprietà e radici.

Storie di vite dimenticate

Dietro ogni casa abbandonata c'è una storia umana. Durante i miei anni di ricerca tra gli archivi familiari e le testimonianze dirette, ho raccolto aneddoti straordinari. Una donna di novantotto anni mi ha descritto come era fare il bucato al pozzo di Civitaluparella in inverno, con le mani che ghiacciavano mentre le altre donne canticchiavano canzoni di origine medievale.

Le tradizioni orali tramandano leggende di fantasmi e spiriti protettivi. Non si tratta di semplici credenze folcloriche, ma di meccanismi psicologici con cui le comunità elaboravano i traumi dell'abbandono. Alcuni anziani raccontano ancora di processioni notturne e di luci misteriose nei cimiteri disertati.

La Memoria collettiva|memoria collettiva abruzzese mantiene viva questa dimensione soprannaturale, trasformandola in patrimonio immateriale. Le feste patronali dei paesi prossimi ancora celebrano i santi dei borghi scomparsi, mantenendo un legame spirituale con il passato.

Come visitare questi luoghi in sicurezza

L'accesso a molti di questi borghi è libero, ma richiede precauzioni. Le strutture sono fragilitate dal tempo e dalle infiltrazioni d'acqua. È consigliabile indossare scarpe robuste, evitare gli edifici che mostrano cedimenti evidenti e, soprattutto, andare accompagnati.

Alcune amministrazioni comunali hanno avviato progetti di documentazione e accesso controllato. La stagione migliore è la primavera, quando le temperature sono miti e le strade montane sono accessibili. In estate, il caldo può diventare opprimente nei borghi esposti a sud.

Le migliori guide locali rimangono gli anziani dei paesi vicini, che conoscono ogni angolo e ogni leggenda. Molti sono felicissimi di condividere i loro ricordi con visitatori genuinamente interessati.

I borghi fantasma dell'Abruzzo non sono semplici destinazioni turistiche, ma palinsesti di umanità. Ogni pietra sgretolata, ogni chiesa silenziosa, rappresenta una scelta, un sacrificio, una speranza. Visitarli significa compiere un atto di memoria consapevole, riconoscendo che il progresso non è sempre stato una benedizione, e che il passato merita comunque d'essere onesto.

Rita Malaspina
Rita Malaspina

Rita, originaria di Vasto, è un'appassionata di storia locale e miti abruzzesi. Dopo anni trascorsi a raccogliere testimonianze dagli anziani del paese, oggi suggerisce itinerari culturali e percorsi letterari alla scoperta di castelli, abbazie e misteri regionali.