Feste del vino in Abruzzo: trucchi per degustare senza sbagliare tra vigne e cantine tipiche

La stagione delle feste del vino in Abruzzo è uno degli spettacoli che più amo vivere direttamente sul campo. Da quando nel 2020 ho iniziato a documentare gli itinerari enogastronomici della regione, mi ritrovo ogni autunno a girare tra vigne e cantine, scoprendo come il vino racconta la vera storia di queste terre. Non è solo questione di degustazione: è imparare a leggere il territorio con un calice in mano.
Imparare a degustare senza sprecare l'occasione
Mi è capitato di recente di incontrare un gruppo di turisti al Festival del Montepulciano a Teramo che assaggiavano il vino come se fosse birra al bar. Buttavano giù i sorsi senza sosta, passando da un banco all'altro senza nemmeno guardarsi in faccia. A fine giornata erano stanchi, confusi, e non ricordavano nemmeno le differenze tra i vini assaggiati.
La vera degustazione è tutt'altra cosa. Comincio sempre dall'osservazione del colore: tengo il calice contro la luce e noto le sfumature. Un Montepulciano d'Abruzzo ha un rosso profondo che varia dall'età, dall'altitudine dove è coltivato, dalle tecniche di vinificazione. Solo allora avvicino il naso e respiro lentamente. Lascio che gli aromi parlino: sono la firma della cantina, del viticoltore, della stagione.
Il sorso viene assaggiato tenendo il vino in bocca per qualche secondo, permettendo ai tannini e agli acidi di rivelare il loro carattere. Non è una gara di velocità. Le cantine abruzzesi, soprattutto quelle piccole che troverai fuori dai circuiti principali, amano chi dedica tempo a quello che producono.
I vini da non perdere alle feste abruzzesi
L'Abruzzo ha tre vitigni autoctoni che dominano le feste: il Montepulciano d'Abruzzo rosso, il Trebbiano d'Abruzzo bianco e il Cerasuolo che sfuma tra i due mondi. Durante le manifestazioni autunnali scopri raramente i grandi nomi commerciali; trovi invece le piccole etichette che raccontano davvero il senso della viticoltura locale.
Mi piace cercare i vini da vitigni meno conosciuti. Accade frequentemente di assaggiare il Pecorino abruzzese, un bianco che rispecchia perfettamente il carattere dei viticoltori di questa regione: deciso, minerale, senza compromessi. Chi lo produce sa che non vincerà premi internazionali facilmente, ma non gliene importa granché. Vuole che chi lo beve capisca il suo terroir.
Un errore frequente che evito è assaggiare il vino rosso subito dopo il bianco. Cambia completamente la percezione. Nelle feste, quando possibile, parto sempre dai bianchi verso i rossi. E bevo acqua tra una degustazione e l'altra, per pulire il palato.
Come muoversi tra le cantine durante le manifestazioni
Le feste del vino abruzzese seguono un calendario preciso. Da settembre a novembre praticamente ogni fine settimana in collina c'è una manifestazione. Le più note sono il Festival del Montepulciano nel teramano, la Festa d'autunno nelle Valli del Pescara, le iniziative nel Chietino. Ma quelle più autentiche sono le meno pubblicizzate, gestite dai consorzi vinicoli locali o direttamente dalle cantine.
Organizzo sempre il mio percorso prima di arrivare. Chiamo direttamente le cantine che voglio visitare, perché durante le feste hanno orari irregolari e talvolta le degustazioni guidate hanno numero chiuso. Un viticoltore mi ha insegnato che il miglior modo per assaggiare davvero è arrivare a metà pomeriggio, quando c'è meno ressa e il viticultore ha il tempo per raccontare il suo lavoro.
Porto sempre con me un quaderno. Scrivo il nome della cantina, l'etichetta, le mie impressioni. Potrebbe sembrare esagerato, ma dopo quattro feste la memoria gioca brutti scherzi. La scrittura aiuta a fissare le sensazioni.
Un errore da non fare è fidarsi completamente della descrizione nel menu di degustazione. La descrizione sul cartellino di un vino alla festa è spesso standardizzata. Quello che importa è quello che senti tu, la tua reazione fisica e emotiva al vino. Se un vino ti piace ma la descrizione dice che dovrebbe essere "erbaceo e minerale" e tu senti frutta rossa, bene: il vino parla per te.
Cantine nascoste e percorsi autentici
Le cantine più grandi sfruttano bene le feste per aumentare visibilità e vendite. Ma chi veramente ricerca il contatto autentico con il vino abruzzese dovrebbe cercare le realtà medio-piccole, spesso le più accoglienti. Durante gli ultimi tre anni ho scoperto cantine dove il proprietario scende lui stesso a spiegare come vinifica, quali sono i suoi errori, che cosa impara ogni vendemmia.
Molte cantine non sono segnalate al pubblico durante le feste. Bisogna chiedere ai borghi, ai ristoranti locali, alle persone che vivono nei piccoli paesi viticoli. Una di queste esperienze è stata provvidenziale quando cercare Denominazione di origine controllata per un articolo mi ha portato a parlare con un enologo che mi ha aperto le porte di una cantina dove entravo in una stanza sotto un antico monastero con la temperatura naturale costante perfetta per l'affinamento.
Questi spazi nascosti offrono degustazioni più profonde perché non hai fretta, non c'è la coda. Il viticoltore ti spiega perché ha scelto quella fermentazione, come cambia il vino di annata in annata. Scopri che il vino non è solo un prodotto finito, ma il risultato di decisioni quotidiane, di intuizioni, talvolta di scommesse.
Errori comuni e come evitarli
Ho imparato che in degustazione, il primo sorso non conta. Il vino nelle cantine durante le feste è stato stappato da chissà quanto tempo. Dopo il primo sorso la percezione si stabilizza. Non giudicare un vino dal primo assaggio.
Secondo errore: pensare che il vino più caro sia il migliore. Alle feste abruzzesi l'eccellenza non sempre costa cifre sostenute. Ho trovato rossi straordinari di piccoli produttori a 8-10 euro. Non è meno vino perché costa poco: è spesso più onesto nella sua comunicazione.
Non dimenticare di mangiare durante le degustazioni. Qui in Abruzzo molte feste offrono piccoli piatti locali. Un pezzo di formaggio pecorino o un po' di pane integrale sono alleati decisivi per prolungare la sessione senza ubriachezza e con una percezione più consapevole.
Infine: non sentirti obbligato a comprare. Molti viticoltori capiscono che sei lì per imparare. Se veramente apprezza quello che gusti e il vino parla al tuo palato, allora l'acquisto è giusto. Altrimenti, il ricordo e la conoscenza acquisita sono già il valore della festa.

