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Soste panoramiche sulla Majella in auto: il punto che tutti saltano

Martina Greppidi Martina Greppi· 20/08/2026 18:19
Soste panoramiche sulla Majella in auto: il punto che tutti saltano

La Majella è uno dei massicci montuosi più affascinanti dell'Abruzzo, una catena di vette che si estende per oltre 60 chilometri tra le province di Chieti e Pescara. Chi percorre le strade che la solcano alla ricerca di panorami indimenticabili spesso si ferma negli stessi punti, quelli segnalati dalle guide tradizionali, perdendo di vista angoli straordinari che richiedono solo un minimo di curiosità per essere scoperti. Durante i miei innumerevoli viaggi fotografici in questa regione, ho imparato che le migliori viste non sempre coincidono con le destinazioni più popolari: a volte basta deviare di pochi chilometri dal percorso principale per trovare scenari che lasciano senza fiato.

La strada della Majella e i suoi segreti nascosti

Quando si parla di tour in auto intorno alla Majella, la maggior parte dei turisti segue un itinerario collaudato: Guardiagrele, Pacentro, Sulmona. Questi luoghi meritano certamente una visita, ma esiste un punto che praticamente chiunque salta, un belvedere che si raggiunge con pochi minuti di deviazione e che offre una prospettiva completamente diversa del massiccio.

Nel mio lavoro di fotografa, ho scoperto che i migliori scatti nascono spesso da errori o deviazioni. Una volta, cercando una strada alternativa durante un temporale, mi sono ritrovata in una piccola area di sosta quasi del tutto abbandonata, poco prima di entrare nella zona di Fara San Martino. Lo spettacolo era tale che sono tornata nei giorni successivi in condizioni di luce diverse, catturando immagini che oggi rimangono tra le mie preferite.

Un panorama che cambia con la luce del giorno

Questo punto panoramico, che chiamerò "la curva dimenticata" per mantenere un elemento di scoperta personale, si trova lungo una strada secondaria che in pochi conoscono. La caratteristica principale è che offre una visione frontale della parete nord della Majella, quella che durante le ore del tramonto riceve una luce dorata che trasforma la roccia in tinte di arancione e rosa.

La Majella National Park|geologia del massiccio è affascinante: si tratta di una formazione calcareo-dolomitica che risale al Mesozoico, con stratificazioni che raccontano milioni di anni di storia geologica. Da questo punto specifico, si riesce a leggere chiaramente questa stratificazione, soprattutto quando il sole è basso sull'orizzonte e crea ombre che evidenziano le diverse formazioni rocciose.

Ho fotografato questo panorama in tutte le stagioni, e ogni periodo offre qualcosa di diverso. In autunno, i colori dei boschi circostanti creano una cornice naturale che intensifica il contrasto con la roccia grigia della montagna. In primavera, quando arriva il disgelo, è possibile vedere cascatelle d'acqua che scendono dalle pendici, alimentate dallo scioglimento della neve.

Come raggiungerla e cosa aspettarsi

Sebbene preferisca mantenere segrete le coordinate esatte (il vero piacere della scoperta personale merita di restare intatto), posso suggerire che la strada attraversa paesaggi rurali caratteristici dell'Abruzzo interno, con piccoli borghi arroccati sulle colline e pascoli verdeggianti. La sosta richiede meno di dieci minuti dal percorso principale e non necessita di attrezzature particolari: è un punto di osservazione accessibile a tutti, indipendentemente dall'età o dalle capacità fisiche.

Chi desiderasse approfondire ulteriormente i migliori itinerari automobilistici intorno a questa montagna straordinaria potrebbe consultare i percorsi completi che esplorano l'intera zona in dettaglio, una risorsa preziosa per pianificare una giornata completa di esplorazioni.

L'area dispone di uno spazio per parcheggiare due o tre auto, nascosto dalla strada principale, il che la rende ancora più intima e lontana dal caos delle destinazioni turistiche più frequentate. In estate, il consiglio è di arrivarvi al tramonto, quando le temperature scendono e la qualità della luce raggiunge il suo apice.

Perché questo punto rimane sconosciuto

La ragione per cui pochi lo visitano è semplice: non è segnalato da alcuna guida turistica importante e non compare sulle mappe turistiche ufficiali. La sua anonimità è al contempo una benedizione e una maledizione. Da un lato, mantiene il luogo intatto e privo di rifiuti; dall'altro, significa che molti viaggiatori si perdono opportunità fotografiche e visive straordinarie.

Durante i miei anni di esplorazione dell'Abruzzo, ho notato un fenomeno ricorrente: i turisti tendono a seguire percorsi standardizzati, spesso suggeriti da app di navigazione o da siti web popolari. Questa tendenza, sebbene comprensibile dal punto di vista della praticità, limita la possibilità di scoprire il vero carattere di una regione. Ogni deviazione ha il potenziale di riservare sorprese autentiche.

Consigli pratici per una visita ottimale

Se decideste di cercare questo belvedere, portatevi una macchina fotografica di buona qualità: la luce qui è particolarmente generosa e gli smartphone moderni catturano dettagli incredibili, ma una fotocamera reflex o mirrorless vi permetterebbe di controllare maggiormente i parametri dell'esposizione.

Le condizioni meteorologiche giocano un ruolo fondamentale. Dopo giorni di pioggia, l'aria è cristallina e le montagne lontane risultano perfettamente visibili. In giornate umide o nebbiose, il panorama assume invece una qualità quasi soprannaturale, con la nebbia che crea strati di profondità tra il primo piano e le vette.

Consiglio di visitare il punto in almeno due momenti diversi della giornata: al mattino presto, quando la luce è ancora morbida, e nel tardo pomeriggio, per cogliere le tonalità calde del tramonto. Tra le due visite, potrete esplorare i sentieri circostanti della zona: per chi volesse una camminata più impegnativa, i percorsi di trekking all'alba rappresentano un'esperienza ancora più immersiva nella natura della Majella.

La magia della scoperta personale

Quello che mi piace della fotografia di viaggio è che ogni persona scopre qualcosa di diverso. Due fotografe potranno stare nello stesso punto e catturare visioni completamente diverse, influenzate dal loro stato emotivo, dalle condizioni di luce, dalle loro prospettive tecniche e creative.

La Majella offre questo ai visitatori: la possibilità di diventare scopritori. Non è una montagna perfettamente segnalata come quelle delle Alpi; è un massiccio ancora selvaggio, dove le guide ufficiali non hanno ancora catalogato ogni singolo angolo suggestivo. Questo mantiene viva l'avventura, quella sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa che pochi altri hanno visto.

Ogni volta che ritorno in questa regione, scopro un nuovo dettaglio, un nuovo punto da cui la luce colpisce diversamente la roccia, un nuovo sentiero che si apre tra i boschi. La Majella non finisce mai di sorprendere, purché ci si conceda il tempo di guardarla oltre i soliti percorsi.

Martina Greppi
Martina Greppi

Martina, fotografa freelance, viaggia spesso per l’Abruzzo immortalando paesaggi sconosciuti. Le sue guide sono arricchite da consigli su punti panoramici, sentieri nascosti e piccole riserve naturali scoperte durante le sue esplorazioni alla ricerca di scatti unici.