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Borghi immersi nei vigneti d’Abruzzo: itinerari tra paesi, vino e colline poco battute

Giorgio Altobellidi Giorgio Altobelli· 19/08/2026 11:47
Borghi immersi nei vigneti d’Abruzzo: itinerari tra paesi, vino e colline poco battute

Se ti dico Abruzzo, probabilmente pensi al Parco della Majella o alle spiagge adriatiche. Ma c'è un altro volto di questa regione che pochi conoscono davvero: quello dei borghi nascosti tra i vigneti, dove il paesaggio cambia colore con le stagioni e il vino racconta storie di generazioni. Durante i miei anni di cicloturismo in Abruzzo, ho scoperto itinerari che non troverai nei tour operator classici, percorsi dove incontrare contadini che lavorano la terra come facevano i loro nonni.

I vigneti abruzzesi: un patrimonio poco conosciuto

L'Abruzzo non è la Toscana, è vero. Non ha quella fama planetaria dei chianti e dei brunello. Ma proprio per questo motivo, i vigneti abruzzesi mantengono un'autenticità che per me è affascinante. Pedalo tra le colline del Teramo e del Pescara, e mi ritrovo circondato da filari di montepulciano e trebbiano che si estendono a perdita d'occhio, senza la marea di turisti che caratterizza altre regioni vinicole.

La Denominazione di origine controllata|DOC abruzzese è un'etichetta meno conosciuta, ma sempre più riconosciuta dagli esperti. I vini di questi territori hanno personalità propria: sono vini che non tradiscono, robusti e eleganti allo stesso tempo, proprio come il carattere della gente che li produce.

Atri: il borgo del trebbiano d'abruzzo

Cominci a pedalare da Atri, uno di quei luoghi che ti ferma il respiro quando lo scopri. È un borgo medievale aggrappato a una collina, con una cattedrale che merita ore di visita solo per osservare i mosaici. Ma quello che mi ha conquistato è l'atmosfera intorno.

Qui il trebbiano è di casa. Non il trebbiano della provincia romana che conosci al supermercato, ma quello vero, quello che i viticoltori locali difendono come una ricchezza. Se entri in una cantina del posto, scoprirai che molti produttori mantengono ancora metodi tradizionali di fermentazione. Prova a chiedere a un enologo locale come funzionava la vendemmia cinquant'anni fa: scoprirai che il principio di base è rimasto lo stesso, solo gli attrezzi sono cambiati.

Dalle strade intorno ad Atri, in sella, noti come il paesaggio è plasmato dai vigneti. Non è casuale: la conformazione del terreno, la sua composizione di argilla e calcare, crea microclimi che ogni viticoltore conosce alla perfezione. È una scienza che non si impara nei libri.

Notaresco e Mosciano Sant'Angelo: il circuito del montepulciano

Prosegui verso sud e raggiungi Notaresco, un paese che respira ancora il medioevo ma con una vivacità moderna sorprendente. È la capitale del montepulciano d'abruzzo in questa zona, e quando arrivi durante la vendemmia, senti l'aria fermentare letteralmente.

Da qui, una pedalata dolce di una ventina di chilometri ti porta a Mosciano Sant'Angelo, dove i vigneti iniziano a diradare e appaiono gli uliveti. È uno di quei borghi dove il tempo sembra fermo: case in pietra grigia, una chiesa parrocchiale austera, e tanta tranquillità.

Quello che mi ha sempre sorpreso è come in questi paesi, nonostante la popolazione sia calata negli ultimi decenni, la tradizione vinicola resista. I giovani che rimangono spesso scelgono di continuare l'attività del padre con nuove metodologie, cercando l'equilibrio tra rispetto della tradizione e innovazione. Funziona come quando ristrutturi una casa antica: se togli tutto il vecchio, la perdi; se non aggiorni nulla, la lasci crollare.

Teramo: il cuore della zona DOC

Non posso parlarmi di vigneti abruzzesi senza soffermarmi su Teramo, il capoluogo che dà il nome a una delle province vinicole più interessanti. La città stessa merita una visita: il Duomo è straordinario, le opere d'arte ovunque.

Ma quello che interessa a te, se sei appassionato di cicloturismo vinicolo, sono le strade che escono da Teramo verso le colline. Ce n'è una in particolare, che costeggia il fiume Tordino, dove ogni curva ti regala una vista diversa sui vigneti. In primavera i germogli sono un'esplosione di verde, in autunno i colori diventano rossastri e dorati.

Come organizzare il tuo itinerario in bici

Se decidi di scoprire questi borghi da cicloturista, ecco quello che ho imparato dalle mie pedalate. La migliore stagione è l'autunno, da settembre a novembre: le temperature sono ideali, il paesaggio è straordinario, e puoi ancora incontrare la vendemmia in alcuni vigneti.

Prendi una bicicletta da cicloturismo, non una mountain bike: le strade sono principalmente asfaltate, anche se con qualche tratto bianco. Carica due o tre borracce d'acqua: le fontane pubbliche ci sono, ma non dappertutto. E pianifica i tuoi spostamenti tra i borghi in modo da non pedalare più di 40-50 chilometri al giorno: così avrai energia per visitare le cantine e i posti interessanti.

Una piccola mappa con le strade segnate ti aiuta più dello smartphone in questi territori: il segnale non è garantito ovunque, e pedalare mentre usi il cellulare non è il massimo della sicurezza. Ho sempre con me una cartina della provincia, annotazioni su dove fermarmi e numeri di contatto di qualche osteria locale.

Le cantine e la cucina locale

Quello che rende speciale questi itinerari non è solo il vino, ma come il vino si intreccia con la cucina locale. Dopo una mattina di pedalate, un piatto di arrosticini con un bicchiere di montepulciano giovane è una benedizione. Le arrosticini sono spiedini di carne di pecora griglita, conditi con sale e pepe: semplice, genuino, perfetto.

Molte cantine offrono visite su prenotazione. Non aspettarti degustazioni elaborate come in Toscana: qui troverai il produttore stesso che ti mostra le botti, ti racconta la storia della sua vigna, e ti fa assaggiare i vini. È un'esperienza umana autentica, dove impari davvero come funziona il mestiere.

L'Abruzzo vinicolo dei borghi non è una destinazione glamour. È un luogo dove la bellezza è quella sobria della campagna vera, dove il vino è una conseguenza naturale del territorio, non uno spettacolo. Se cerchi questo, se sei un cicloturista curioso e un amante dei vini autentici, questi itinerari ti aspettano. Ti prometto che non te ne pentirai.

Giorgio Altobelli
Giorgio Altobelli

Giorgio ha viaggiato per l’Italia prima di decidere di fermarsi in Abruzzo, affascinato dal Parco della Majella. E' appassionato di ciclismo e ha percorso in bici le principali strade panoramiche regionali, raccogliendo suggerimenti utili per cicloturisti curiosi di scoprire i segreti locali.