Dove si svolge la Festa della Perdonanza a L’Aquila? Storia e rituali svelano il lato spirituale dell’Abruzzo

L’Aquila custodisce una delle chiavi più antiche della spiritualità europea: un rito che unisce silenzio, cammino e comunità. Come guida abruzzese cresciuta tra Majella e Gran Sasso, ho imparato che qui la fede ha il passo lento dei pastori e la concretezza delle pietre bianche. La Perdonanza non è solo un evento religioso: è il modo in cui un’intera città riscopre se stessa, aprendosi al viandante con il rispetto dovuto a chi cerca un significato.
Dove si svolge la Perdonanza a L’Aquila e qual è il cuore dell’evento?
La Perdonanza si concentra alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, appena fuori le mura storiche di L’Aquila. Qui si trova la Porta Santa, fulcro del rito di riconciliazione. La città intera partecipa, ma è in questo prato e tra queste navate che il pellegrinaggio diventa gesto concreto.
Il complesso di Collemaggio è raggiungibile a piedi dal centro lungo viale di Collemaggio o con navette predisposte nei giorni clou. La basilica, capolavoro del gotico abruzzese, è il teatro naturale dei momenti sacri: dal corteo che porta la Bolla all’apertura della Porta Santa. Attorno, un’area verde accoglie fedeli e curiosi, con varchi di sicurezza e percorsi segnalati. Tutto ruota attorno a un attraversamento: quello della Porta, che traduce in cammino un’idea antica di perdono e rinascita.
Quando si celebra la Perdonanza Celestiniana e come si ottiene l’indulgenza?
La Perdonanza si celebra ogni anno il 28 e 29 agosto, con l’apertura della Porta Santa la sera del 28 e la chiusura la sera del 29. L’indulgenza si ottiene varcando la Porta, adempiendo alle condizioni previste dalla Chiesa e con una disposizione sincera di pentimento.
In concreto, la tradizione vuole che il pellegrino partecipi ai riti, si confessi, riceva l’Eucaristia e preghi secondo le intenzioni del Papa. Questo privilegio discende dalla Bolla del Perdono del 1294, concessa da Celestino V per un giorno “aperto a tutti”. In molti scelgono di arrivare a piedi, percorrendo tratti del cosiddetto Cammino del Perdono, che collega eremi celestiniani e borghi dell’entroterra. L’impressione, ogni anno, è di una città che si muove come un organismo vivo: parrocchie, confraternite, famiglie e viandanti convergono nell’abbraccio di Collemaggio.
Qual è la storia della Perdonanza e perché è unica nel mondo?
La Perdonanza nasce nel 1294 con Celestino V, che istituì un “giubileo” ante litteram annuale e gratuito. È unica perché anticipa l’idea di Anno Santo e la declina in una dimensione civica, con un patto tra città e Chiesa che resiste da oltre sette secoli.
La Bolla dichiarava il perdono accessibile a chiunque, senza distinzione di censo, per un tempo definito e in un luogo preciso: L’Aquila. Nel corso dei secoli, terremoti, guerre e ricostruzioni hanno messo alla prova il rito, ma non lo hanno spezzato. Anzi, dopo il sisma del 2009, la Perdonanza ha assunto un significato ancora più forte di resilienza collettiva. Il corteo storico, introdotto in epoca moderna, rievoca l’arrivo della Bolla e la custodia civica del documento, a testimonianza di un equilibrio raro tra autorità religiosa e comunità cittadina.
Cosa succede durante il corteo storico e l’apertura della Porta Santa?
Il corteo storico attraversa la città nel tardo pomeriggio del 28 agosto, accompagnando simbolicamente la Bolla fino a Collemaggio. L’apertura della Porta Santa avviene al tramonto, in un silenzio denso infranto solo dalle campane e dalle preghiere comunitarie. Da quel momento, i fedeli possono varcare la soglia fino alla sera successiva.
Tra i protagonisti del corteo spiccano la Dama della Bolla e il Giovin Signore, figure cerimoniali che custodiscono e presentano il documento. L’arrivo sul prato è un culmine scenico, con costumi, stendardi e la città assiepata lungo le transenne. All’apertura, il presule batte la Porta con il pastorale, si recita la formula rituale e si spalancano i battenti: una coreografia antica che ogni anno suscita emozione. Nei giorni precedenti, la fiaccola della montagna scende dall’eremo sul Morrone portando idealmente la luce dell’ascesi celestiniana; è un filo rosso che collega boschi, crinali e coscienze.
Come partecipare: consigli pratici su arrivi, sicurezza e dove dormire?
Conviene arrivare presto, usare i parcheggi scambiatori e le navette, e muoversi a piedi nelle ultime centinaia di metri. Portate acqua, un capo caldo per la sera e scarpe comode: l’altopiano aquilano si fa sentire quando il sole cala. Per l’accesso ai varchi, seguite la segnaletica ufficiale e gli aggiornamenti comunali.
Chi pernotta trova ampia scelta tra B&B in centro e strutture nei paesi vicini, come Assergi o Paganica, collegate con bus e taxi. Per i momenti di maggior affluenza, è prudente prenotare con settimane di anticipo. In caso di necessità, le postazioni sanitarie sono ben distribuite e il personale volontario è abituato a gestire flussi importanti. Se venite in gruppo, designate un punto di ritrovo fuori dal prato di Collemaggio per evitare di perdervi al termine dei riti.
Quali esperienze fare nei dintorni per respirare l’Abruzzo spirituale?
Tra una celebrazione e l’altra, prendetevi un mattino per il Gran Sasso: il sentiero che sale da Fonte Cerreto verso l’eremo di San Franco è un concentrato di silenzio e panorama. La chiesetta di San Pietro della Ienca, cara a chi ama la montagna contemplativa, racconta un Abruzzo schivo e autentico. Sono luoghi in cui il passo rallenta e lo sguardo si allarga.
Per chi vuole unire pellegrinaggio e natura, alcuni tratti del Cammino del Perdono offrono boschi di faggio e radure con tracce di cervi e, se siete fortunati, il frullo rapido di un allocco. Da guida ho accompagnato gruppi al crepuscolo: il vento che scende dal Gran Sasso porta odori di timo e pietra bagnata, e basta questo per capire perché la Perdonanza parla a credenti e laici. Nei borghi, cercate i forni che sfornano ferratelle e le locande che propongono zuppe di farro: è la dieta ideale per chi cammina.
Quali luoghi simbolo visitare a L’Aquila oltre Collemaggio?
Il centro storico merita soste lente: Piazza Duomo con i suoi portici, la Fontana delle 99 Cannelle e il Forte spagnolo raccontano pagine diverse della città. A due passi da Collemaggio, il Parco del Castello offre prati e ombra, perfetti per una pausa tra un rito e l’altro. Entrate anche in qualche chiesa minore ricostruita, dove il restauro dialoga con l’arte contemporanea.
Se avete un’ora libera, il MuNDA vi dà un compendio prezioso dell’arte abruzzese: dalle tavole medievali alle sculture lignee che profumano ancora di bosco. Nei vicoli, seguite i fili di luce: botteghe artigiane, rame battuto, merletti e piccole gallerie. È un’Aquila che si rigenera, come la sua Perdonanza, tenendo insieme memoria e futuro.
Domande rapide
- Serve biglietto per varcare la Porta Santa? No: l’accesso è gratuito, con controlli ai varchi.
- Si può ottenere l’indulgenza più volte? L’indulgenza è personale e si riceve una volta al giorno.
- È adatta alle famiglie con bambini? Sì, ma meglio arrivare presto e prevedere pause.
- Come vestirsi per la sera? Portate una felpa: l’altitudine fa scendere rapidamente la temperatura.
- Posso arrivare in bici? Sì, con aree dedicate fuori dal prato e rispetto delle zone pedonali.
- Che tempo aspettarsi a fine agosto? Giornate miti, possibili temporali pomeridiani: tenete un k-way.

