La bresaola è un insaccato? Ecco svelato questo mito..

La bresaola è un insaccato? Per rispondere a questa domanda, si deve vedere come è stata lavorata la bresaola e se si può mangiare ogni tanto come strappo alla regola. Ecco tutte le indicazioni utili per capire la differenza tra insaccato e non insaccato e a quale categoria appartiene la bresaola.

La bresaola è un insaccato o no?

Prima di tutto, è importante capire la differenza tra i salumi insaccati e quelli non insaccati. L’insaccato è un salume che ha un processo di trasformazione particolare. Questa trasformazione serve ad aumentare il periodo di conservazione. In più, può servire durante la stagionatura o l’affumicatura.

Naturalmente, queste lavorazioni non sono a caso, ma sono frutto di rigidi controlli e certificazioni, soprattutto per quanto riguarda le carni italiane. In generale, i salumi insaccati sono facilmente riconoscibili, perché la carne viene racchiusa in un involucro che fa da contenitore.

Di solito, si utilizza proprio l’intestino dell’animale. Si possono utilizzare anche quelli sintetici: è il caso del salame o della mortadella. L’involucro è facilmente riconoscibile non solo perché si vede all’esterno, ma anche perché crea una protezione che poi si elimina.

I salumi non insaccati, invece, non hanno bisogno di questo involucro, quindi si tratta di veri e propri pezzi di carne che hanno quella forma in maniera naturale. Tra questi ci sono:

    • il prosciutto cotto,
    • il prosciutto crudo,
    • la bresaola IGP.

La bresaola, quindi, non è un insaccato, ma c’è molto di più da sapere. Infatti, la bresaola ha una denominazione di origine protetta IGP, soprattutto se parliamo della bresaola della Valtellina. Quindi, i controlli che sono già rigidi durante la fase di produzione lo sono ancora di più per rispettare il protocollo IGP.

La bresaola: proprietà nutrizionali

In più, la bresaola ha dei valori nutrizionali molto interessanti. 100 g di bresaola, infatti, contengono:

  • 60 grammi di acqua,
  • 32 grammi di proteine,
  • 2,6 grammi di grassi,
  • 67 mg di colesterolo.

In più, si troveranno sali minerali come: fosforo, ferro, magnesio, sodio, potassio, calcio, zinco, vitamine e rame. Le vitamine sono soprattutto del gruppo B. Quindi, la bresaola si presenta come un prodotto nutriente da utilizzare, anche quando si è a dieta.

Infatti, sono molti gli sportivi che usano (in quantità ovviamente non elevate) la bresaola. Perché?

  • rafforza i muscoli,
  • offre una ricarica di energia,
  • ha un’azione antiossidante,
  • grazie alla vitamina B12 previene l’influenza,
  • protegge la pelle,
  • le ossa e i  denti ringraziano per il calcio,
  • ferro e rame aiutano per la produzione dei globuli rossi,
  • il potassio migliora la circolazione,
  • la vitamina B3 ha un ruolo importante per lo sviluppo dei muscoli.

Nonostante queste proprietà nutrizionali, come per altri prodotti di questo tipo, la bresaola è sconsigliata in gravidanza e chi soffre di ipertensione ne deve mangiare in piccola quantità.

Si deve stare attenti ai nitriti, che devono essere segnalati con le etichette E249 o E250. In più, si può trovare la sigla E251, che indica i nitrati.

Si tratta di conservanti che è bene non mangiare in gravidanza. In ogni caso, mangiare ogni tanto la bresaola non comporta alcun rischio per la salute.

Bisogna comunque fare attenzione a quello che è il rapporto tra proprietà nutrizionali ed effetti collaterali. Si sconsiglia in gravidanza, per chi ha il diabete e per chi soffre di colesterolo cattivo, ma chi sta bene può comunque mangiarla ogni tanto ed è una scelta più sana rispetto a quelli che sono i salumi insaccati in genere.