Il liquore all’alloro è tossico? Ecco la verità, attenzione

L’alloro è una delle forme vegetali tipiche del contesto dell’Europa Mediterranea, molto conosciuto ed utilizzato in tantissimi ambiti, anche prima della coltivazione controllata, in quanto questa specie cresce da millenni spontaneamente lungo tutta la penisola ma anche in nazioni adiacenti come la Grecia. Il liquore all’alloro viene considerato un rimedio decisamente antico, che si può produrre anche “in casa”, anche se non tutti comprendono a fondo le potenzialità di questo alimento. Ma il liquore all’alloro è tossico? Quali sono i possibili effetti?

Si tratta di una prearazione che differisce poco a seconda del contesto, ma che viene molto apprezzato in varie situazioni.

Quali sono gli effetti?

Liquore all’alloro: quali sono gli effetti, è tossico?

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L’alloro, definito Laurus nobilis, è anche dal nome greco e latino corrisponde ad un grande rispetto da parte degli antichi che lo hanno rapidamente considerato polivalente, sia come alimento, sotto forma di condimento, ma anche come rimedio officinale e medico, in quanto le proprietà beneefiche dell’alloro sono molto conosciute.

A partire da quelle antisettiche ed antibatteriche, la principale applicazione di queste foglie dall’aspetto lucido sulla parte esterna ed opaca dall’altro lato, che sono facilmente riconoscibili per crescere con buona regolarità in quasi tutte le condizioni temperate, resta quella alimentare in particolare per insaporire le carni.

Dall’alloro viene ricavato un vero e proprio liquore che come accennato può essere sviluppato anche “in casa” utilizzando una quantità sufficiente di foglie (almeno 25 – 30), mezzo litro di acqua, poco meno di zucchero e mezzo litro di alcol puro (95-96 %).

A seconda delle regioni, la composizione del liquore all’alloro può essere arricchita anche da altri elementi come i chiodi di garofano, la cannella oppure la scorza di limone.

Ha ottime proprietà digestive, e serve anche per “depurare” l’organismo dalle tossine, ma molto dipende dalla sensibilità all’alcol del consumatore: quantità eccessive possono infatti provocare bruciore di stomaco ed ipersensibilità, quindi è meglio consumarne una ridotta quantità dopo i pasti principali.

E’ importante però scegliere le foglie dell’alloro “giusto” in quanto in alcuni casi la pianta può essere confusa con il Lauro, ossia il lauroceraso, che invece è decisamente tossico: per distinguere le foglie giuste è sufficiente aguzzare la vista, l’alloro “buono” è generalmente scura nella parte esterna, leggermente lucida e dai contorni ondulati, mentre quelle del lauro sono meno scure ed hanno un aspetto non ondulato ma più tondeggiante.

Le foglie dell’alloro sono anche facili da individuare rompendone una, sviluppano il tipico odore, che nel caso del lauro è invece simile alla mandorla amara.

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