Nessuno lo sa, ma è stato scoperto se è possibile mangiare davvero le noci se si ha il diabete

Le noci sono un frutto della pianta Junglas regia che ha origine in Asia. La parte che si consuma delle noci si chiama il gheriglio ed è composta da due lobi di colore bianco, croccanti e teneri, che sono contenuti in un guscio legnoso, allungato o tondeggiante in base al tipo di varietà.

La stagione di raccolta delle noci è l’autunno ma, essendo coltivate in tutto il mondo e tutto l’anno, sono sempre disponibili.
Le noci si dividono in tre categorie: ci sono quelle extra che sono di qualità superiore, quelle di categoria I (leggeri difetti) e quelle di categoria II che non possono essere classificate per via dei loro difetti che però non pregiudicano qualità, presentazione e conservazione del prodotto).

Le noci sono ricche di proprietà nutritive come potassio, ferro, calcio, magnesio, zinco, rame, piccole quantità di ferro e vitamine A ed E.
La noce secca è indicata come tonico del sistema nervoso, quella fresca è utile per anemia e debolezza di stomaco.
Ma i diabetici possono mangiare le noci?

Si, sia le normali che quelle nere ma chiaramente in limitate quantità, come parte di una dieta equilibrata e sana. La quantità ideale varia da un diabetico all’altro a seconda dello stato di salute, particolarmente del peso, della pressione sanguigna e del colesterolo. L’assunzione ideale generale è quella di poche noci e non tutti i giorni ma solo un medico specializzato può dire con certezza quante noci si possono assumere.
Perché si possono mangiare in caso di diabete?

Perché sono una fonte moderata di carboidrati con bassa presenza di zucchero, ricche di fibre e ad alto contenuto di grassi. Grassi e proteine aiutano a temperare l’assorbimento dello zucchero nel sangue stabilizzando così i livelli di zucchero. La cosa negativa è che, a causa dell’alto contenuto di grassi, esse sono molto caloriche promuovendo l’aumento di peso se consumate in eccesso.