Attenzione! questi alimenti, se non cotti nel modo giusto, fanno venire i vermi

La passione per carpacci e tartare di carne o pesce e molluschi, espone ad alcuni rischi alimentari legati alla contaminazione da parte di batteri, virus o parassiti che sono in grado di causare disturbi più o meno importanti, principalmente a livello gastroenterico.
Non stiamo parlando soltanto di soltanto epatite A o dell’infestazione da Anisakis (verme intestinale trasmesso soprattutto dal tonno crudo o non correttamente “abbattuto”), ma anche di tenia, meglio conosciuta con il nome di “verme solitario”, di cui spesso non ci si preoccupa abbastanza.

Le specie che possono infettare l’uomo per via alimentare sono la Taenia solium (tenia del maiale), il Diphyllobothrium latum (tenia del pesce) e la Taenia asiatica, ovvero una varietà simile alla saginata, la cui trasmissione interessa particolarmente l’Asia.
Le tenie sono un gruppo di parassiti dell’animale e dell’uomo appartenenti ai vermi platelminti e alla classe dei cestodi, che sono caratterizzati da un ciclo vitale complesso, differente da specie a specie.

Il verme adulto alberga nell’intestino tenue dell’ospite definitivo, da cui assorbe le sostanze nutritive necessarie per il suo sviluppo. In particolare, le specie che infestano l’essere umano hanno la testa dotata di uncini o ventose, con cui si ancorano alla mucosa intestinale per nutrirsi; sono le proglottidi più lontane dal collo a produrre le uova: che, una volta giunte a maturazione, si staccano dal corpo e vengono espulse attraverso le feci.

L’uomo può essere infettato sia per ingestione delle uova, rilasciate nell’ambiente dalle feci di animali che ospitano la tenia nell’intestino, sia per ingestione delle larve presenti nei muscoli di animali contaminati.
Nel primo caso le uova arrivano nell’intestino, e si sviluppano le larve, che diventano mobili e si diffondono in altri organi e tessuti, come il fegato e i polmoni. In queste sedi, le cisti si moltiplicano, interferiscono con il funzionamento degli organi infettati e possono causano disturbi seri e letali.

Tra le principali raccomandazioni da seguire è importante cuocere bene carne e pesce, mantenendo la temperatura elevata oltre i 60° per tempi sufficienti a riscaldare anche le parti più interne, poiché la porzione di muscolo è a rischio.
Il congelamento preventivo per almeno 24-48 ore a una temperatura inferiore a -20°C è un’ottima protezione aggiuntiva nei confronti della tenia e deve essere sempre previsto per tutti i pesci che vengono consumati crudi.

Il pesce d’acqua dolce, è più a rischio di contaminazione da tenia e dovrebbe essere servito sempre cotto al punto giusto; consideriamo però che marinatura, affumicatura ed essiccamento non eliminano le cisti e quindi non risultano efficaci per la prevenzione dai parassitosi.
Attenzione! Se si mangia fuori casa, bisogna fare attenzione all’affidabilità del ristorante e allo stato igienico degli ambienti, delle stoviglie e a come vengono gestiti i piatti durante il servizio: se qualcosa non convince al 100% è, meglio cambiare locale.