Queste sostanze nocive sono state trovate in alcune mozzarelle: ecco quali

Il recente caso della così detta “mozzarella di bufala campana D.O.P.”, prodotta con latte vaccino (e non di bufala!!),
avariato e trattato con della soda caustica per mascherarne l’acidità, riporta l’attenzione sulle frodi alimentari.

E’ assolutamente necessario distinguere tra quelle che possono avere conseguenze tragica per la nostra salute e quelle che invece hanno una azione nefasta soltanto per il nostro portafoglio.
Le prime sono le frodi sanitarie che rendono nocive le sostanze alimentari e attentano alla salute pubblica; esse riguardano il trattamento dei cibi con sostanze pericolose, oppure hanno “semplicemente” lo scopo di mascherare i pericoli presenti negli alimenti.

L’aggiunta del metanolo alle bevande alcoliche, il trattamento degli animali con sostanze che hanno attività ormonale, la vendita di ortaggi contenenti residui di pesticidi, il “lavaggio” di frutta secca per eliminarne le muffe presenti, sono soltanto alcuni degli esempi di frodi sanitarie dirette.

Esistono poi delle frodi sanitarie indirette come ad esempio il trattamento della carne e del pesce con sostanze in grado di mantenerne il colore originale, oppure cambiare la data di scadenza in modo da poter “allungare” la vita di
alimenti deperibili; in casi del genere, lo scopo è quello di nascondere processi degenerativi in atto.
Ma quali sono le sostanze nocive presenti nelle mozzarelle?

Per poterne parlare, vi riporto una notizia shock che riguarda la mozzarella vegana della marca Vemondo, commercializzata dai supermercati Lidl: il prodotto è un formaggio vegetale realizzato con olio di colza, farina di mandorle e di carrube e sarebbe proprio quest’ultimo prodotto ad essere soggetto a rischio chimico.

Tale rischio chimico consiste nella presenza di sostanze chimiche indesiderate che risultano potenzialmente pericolose per il nostro organismo: in questo caso si tratta di 2-cloroetanolo o cloridrina etilenica, ovvero un liquido inodore e incolore altamente tossico in quantità eccessive che porta a seri danni per la salute dell’uomo.