Ecco qual è il caffè da evitare: “Fate molta attenzione!”

Il caffè rappresenta non solo una delle bevande più diffuse al mondo in innumerevoli “versioni” e tipologie ma anche un elemento addirittura indispensabile per milioni di persone, grazie sopratutto ad una motivazione pratica: la caffeina che deve il proprio nome proprio alla bevanda in questione.

Noi italiani siamo considerati dei cultori di questa bevanda, al punto che i bar spesso si “sorreggono” sul consumo di un tot di tazzine al giorno, e sono in molti a percepire il caffè nostrano come il migliore. Anche grazie ad invenzioni come la moka, la quasi totalità delle famiglie italiane lo prepara a casa, ma quali sono le migliori tipologie e quelle meno consigliate?

Ecco qual è il caffè da evitare: “Fate molta attenzione!”

Per moka, in chicchi, in capsule e cialde: sono solo alcune delle differenziazioni dello stesso prodotto. In generale, come quasi tutte le tipologie di cibo e bevande, il caffè “non fa male”, se consumato nelle dosi giuste, sopratutto se è di buona qualità.

Trattandosi di un prodotto “della terra” pur sottoposto ad un procedimento di raffinazione, che può portare ad una miscela contaminata ad esempio dai pesticidi: generlamente è meglio limitare l’uso di caffè il cui processo “passa” attraverso vari step e quelli più a rischio sono i caffè che “provengono” dai cereali.

In generale sarebbe meglio prediligere varianti di caffè biologico o comunque coltivato in zone “controllate”. Anche l’apporto di caffeina, se in dosi eccessive appare pericoloso sopratutto per chi soffre di ipertensione: le due grandi “macrocategorie” in Italia di caffè sono costituite dalle varianti Robusta e Arabica, dalla quale provengono la maggior parte delle miscele. Tendenzialmente è la prima ad essere quella più “carica” di caffeina, anche se l’Arabica può presentare un gusto più intenso, non significa che contenga più caffeina.

Differenze anche tra quello lungo e corto: in quello lungo nonostante il sapore risulti meno intenso la caffeina è maggiore in quanto “l’allungamento” dovuta ad una maggiore presenza di acqua porta una presenza più alta delle molecole di caffè e quindi anche di caffeina.