“Il miele fa ingrassare!”: ecco la verità che sconvolge tutti

Il miele è uno di quei pochi alimenti completamente naturale al 100%, creato dalle api e a lunga conservazione.
Contiene diverse proprietà nutrienti tra cui molti tipi di vitamine, oligoelementi, sali minerali, antiossidanti, enzimi e molte sostanze antibatteriche.

E’ un alimento apprezzato sia dai vegetariani che dai vegani ed essendo antibatterico e antibiotico, risulta essere in grado di portare numerosi benefici non solo al nostro corpo ma anche alla nostra pelle.

In commercio si trovano diverse tipologie di miele, sia liquide sia cristallizzate, che si distinguono tra loro per colore, aroma, gusto e sono mirati ad aiutare certe parti del corpo.

  • Il miele di acacia agisce, ad esempio, sull’apparato digerente;
  • il miele di tiglio calma gli insopportabili dolori mestruali;
  • il miele di girasole è, invece, un ottimo febbrifugo usato anche per contrastare il colesterolo alto.Grazie al suo forte potere antiossidante, riesce a ripulire l’organismo dalle tossine, a mantenere la pelle elastica, giovane, migliorandone l’aspetto e prevenendo l’acne giovanile.

Il miele, essendo dolce, fa ingrassare?

Ciò che forse può lasciarvi di stucco è che mangiare miele giornalmente non solo fa bene in generale ma anche a coloro che seguono una dieta, perché nonostante la sua dolcezza, a differenza dello zucchero, accelera il metabolismo favorendo addirittura l’effetto brucia grassi aiutando la perdita di peso.

Grazie ai minerali e alle vitamine è ottimo, come dicevo prima, per combattere gli alti livelli di colesterolo ma anche per ridurre lo stress aiutando il cervello nel migliore dei modi, grazie alla presenza di calcio.
Tenendo conto di tutto ciò è ovvio che mangiare miele tutti i giorni fa più che bene al nostro corpo ma bisogna sempre fare attenzione a non esagerare con le quantità.

La sua differenza con lo zucchero è che, non contiene saccarosio ma fruttosio per cui può essere mangiato in limitate quantità anche da soffre di diabete.

Gli esperti suggeriscono che la quantità ideale da consumare giornalmente per persone senza alcuna patologie è di trenta grammi che corrispondo a tre classici cucchiaini.