Tonno in scatola, ecco tre motivi per i quali non dovresti mangiarlo

Una delle conquiste teecnologiche-alimentari che hanno avuto un ruolo fondamentale nell’approccio del cibo e della sua conservazione è indiscutibilmente il cibo in scatola, ossia quella forma di alimento che sottoposto preventivamente ad un tipo di trattamento che ne consente la conservazione anche per lunghi periodi, aumentando di molto il tempo utile per poterlo consumare: praticamente ogni tipologia di alimento che può essere sottoposto a tale “trattamento” può essere scatolato, e tra questi spicca il tonno in scatola, un evergreen nelle case degli italiani. Ma perchè bisogna evitare di mangiarlo, o perlomeno, bisogna evitare di consumarlo in quantità eccessive?

Tonno in scatola, ecco tre motivi per i quali non dovresti mangiarlo

Come tantissimi alimenti utilizzatissimi, anche il tonno in scatola è stato sottoposto ad un’opera di “revisione” da parte di scienziati, esperti di alimentazione ma anche dalla gente comune. Come accaduto per altre forme di cibo, il tonno è stato “vittima” di numerose notizie non comprovate, alcune che lo hanno dipinto addirittura come tossico.

Tonno in scatola

E’ bene specificare dal principio che il tonno in scatola, se consumato in quantità ridotte (al massimo 1 volta a settimana, non crea assolutamente problemi ad un organismo sano) ma esistono effettivi motivi per cui è meglio non abusarne.

  • La quantità di metalli presenti, sopratutto il mercurio, che una volta assunto dal pesce quando è in vita diventa una sostanza tossica chiamata  metilmercurio. E’ impossibile “sfuggire” a questa tossina che viene comunque “tollerata” se in quantità limitate ma che potrebbee portare ad intolleranze e problemi gravi.
  • La quantià di sale, aggiunta durante l’inscatolamento. Anche se esistono oramai varie versioni di tonno con quantità di sale minore, è opportuno evitare il consumo in generale per chi soffre di ipertensione e altre problematiche relative al cuore.
  • Meglio optare per tonno in vetro, di buona marca. Questo perchè marche discount spesso raccolgono il tonno in zone extra europee, meno sottoposte a controlli preventivi e ciò potrebbe influire sulla “tossicità” del prodotto finale.