Mangiare cibo scaduto da tempo: ecco cosa accade al nostro corpo

Ognuno di noi sa che quando deve andare a fare la spesa oltre a controllare la qualità dei prodotti dovrà anche controllare la data di scadenza. Questo è un aspetto da non sottovalutare perché chiaramente il cibo scaduto non dovrebbe assolutamente essere consumato, ma siamo sicuri di saperla leggere e comprendere appieno? Questa dicitura può essere più insidiosa di quanto sembri.

Secondo un indagine effettuata sugli italiani si è venuti a scoprire che circa il 70% dei candidati non sa bene la differenza tra ‘’consumare entro’’ e ‘’consumare preferibilmente entro’’. Queste due diciture potrebbero risultare simili ma non è cosi. La dicitura ‘’consumarsi entro’’ è la vera data di scadenza oltre la quale il prodotto non va assolutamente consumato in quanto potrebbe risultare rischioso ingerirlo, ma buttato via.

Semplici accorgimenti

Per evitare che la nostra spesa si accumuli e succeda questo basterà prendere semplici accorgimenti che ci aiutino a selezionare meglio il cibo da consumare. L’altra dicitura ‘’da consumarsi preferibilmente entro’’ indica invece il termine minimo di conservazione. Infatti il prodotto con questa dicitura a termine di quella data non risulterà scaduto solamente diciamo non sarà nella sua forma ideale. In questo caso basterà aprire il prodotto constatare che non risulti alterato sia alla vista che all’olfatto e poi eventualmente consumarlo.

Il termine oltre la data preferibile di consumazione dipende molto dalla tipologia del prodotto e soprattutto da come l’abbiamo conservato in casa. I prodotti che rientrano maggiormente in questa categoria sono quelli da forno come per esempio i crackers, che in questo caso dopo la data preferibile di consumazione potrebbero aver perso solamente solo la loro consistenza.

Mangiare cibo scaduto può risultare altamente nocivo per la nostra salute. Può esserci infatti una proliferazione batterica oltre la data di scadenza di un determinato prodotto, la cui ingestione ci porti ad avere gravi problemi. Tra questi troviamo: la tossinfezione oppure una intossicazione, se gli agenti patogeni hanno prodotto tossine in eccesso. I principali sintomi sono nausea, vomito, dissenteria e febbre che si possono manifestare più o meno subito dopo l’assunzione del prodotto.

Tempi di guarigione

I tempi di recupero dopo per esempio un’intossicazione alimentare non sono tutti uguali, possono variare da pochi giorni a anche una settimana, ma in alcuni possono servire tempi ancora più lunghi per far tornare appieno le funzioni del nostro intestino e il nostro organismo. I farmaci da prendere in questo caso dipendono molto dai sintomi che si avvertono. Per evitare tutto ciò dovremmo imparare a fare bene la spesa e a stare attenti ai prodotti che acquistiamo. Bisogna guardare le varie diciture riportate, acquistando preferibilmente quelli con al dicitura della scadenza più lunga.