Non bere questi caffè! Ecco le peggiori marche, attenzione

Soltanto considerando l’Italia abbiamo all’incirca 800 aziende di torrefazione di caffè, poiché oramai nel nostro paese assumere anche più di un caffè al giorno è diventata un abitudine. Sopratutto nell’arco della mattina, così da avere le giuste energie per affrontare la giornata, oppure dopo pranzo, così da eliminare l’abbiocco post pasto.

Sostanze tossiche

Purtroppo anche in questo settore ci sono delle magagne che richiedono dei chiarimenti. In Germania è stata condotta un’indagine dove si analizzavano una per una le Marche più famose di caffè, così da verificare quali di esse contenevano acrilammide, o furano. Questi ultimi sono sostanze tossiche, ed anche l’ocratossina, che è una muffa velenosa. In questo elenco troviamo anche Marche molto famose tra le torrefazioni italiane, che purtroppo hanno problemi gravi per quanto riguarda il tipo di lavorazione e anche le condizioni disumane in cui è costretto a lavorare il personale impiegato. 

caffè

Metalli pesanti nel caffè?

Poco tempo fa è stata resa pubblica un’altra inchiesta, la quale descrive la molteplicità di metalli pesanti, presenti in molti caffè italiani, e non solo. Inoltre, parlava dei molti inquinanti presenti nelle capsule per le macchine espresse e visto che siamo in tema, è fortemente consigliato utilizzare sempre la caffettiera in acciaio piuttosto che le macchine, così da scongiurare qualsiasi problematica e ed evitare di aggiungere ulteriore alluminio al caffè.

Ma attenzione perché la presenza di metalli come la acrilamide è naturale. Basilare il fatto che rappresenta un errore quando il suo livello è troppo alto. E’ proprio questo quello che fanno le migliori Marche italiane, tengono i livelli dei metalli sopra la soglia consentita dalla legge. Il metallo furano invece è molto meno dannoso, poiché è futile, volatile, dunque, anche se presente nel caffè, una volta preparato, nelle tazzine non resta alcuna traccia. 

L’ocratossina invece è la più tossica rispetto agli altri due metalli e si sviluppa in una precisa fase di produzione. Succede quando il caffè si raccoglie in grandi mucchi, per riposare prima della fase della lavorazione. Questa tipologia di muffa è favorita soprattutto dall’insufficiente aerazione, la quale genera umidità e quindi crea il luogo ideale per lo sviluppo di essa. 

La cosa migliore da fare per essere sempre ben informati su questa questione, è di certo controllare ogni tanto gli avvisi di sicurezza pubblicati sul sito del Ministero della Salute, il quale già tempo fa aveva denunciato tempestivamente la presenza di ocratossina in un caffè italiano molto famoso.