Sempre nuovi casi di vaiolo delle scimmie, il mondo in allerta: ecco cosa succede

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha deciso di disporre lo stato di massima allerta sanitaria, a causa degli ormai dopo 17mila casi registrati da maggio. Il presidente dell’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato in una sua intervista che il vaiolo delle scimmie è ormai “un’emergenza sanitaria globale”. Poi i casi hanno interessato negli ultimi mesi ben 74 paesi diversi Paesi nel mondo.

Dunque, l’Oms ha riunito i più importanti esperti del settore, per trovare una linea comune con la quale inquadrare l’attuale diffusione del virus, è quindi avere un chiaro quadratino della situazione, così da agire nel migliore dei modi, evitando di peggiorare la situazione. A destare la vera e propria preoccupazione degli esperti è soprattutto il rischio di trasmissione avuto in tutta Europa, poiché sono stati verificati ben l’80% dei contagi, dunque nettamente più alto rispetto al livello relativamente moderato registrato nel resto del mondo.

Come si è sviluppato il vaiolo delle scimmie? Questa malattia originariamente si diffuse intorno al 1970 nei paesi africani, (specialmente sud Africa) si trasmette a causa del contatto tra esseri umani, ma non solo, anche a causa del contatto diretto con gli animali, in particolar modo, al contrario di quello che si possa pensare, il contagio è dovuto ai piccoli roditori (topi) e non alle scimmie.

Il Ministero della salute ha già provveduto con apposita ordinanza, a predisporre in concordato con le Regioni e Province Autonome, le modalità da seguire in caso di contagio, oltre alle istruzioni di quando si è solamente stati in contatto con un positivo ma ancora non si accusano i sintomi.

I primi due casi in Italia, sono stati registrati nella provincia di Cremona e sono stati attestati dalle autorità sanitarie di quella zona. Nella relazione delle autorità del luogo, si afferma che nessuno dei contagiati ha rivelato problematiche di salute particolari e dunque si è seguito soltanto con un monitoraggio ed un isolamento cautelare.

Tutti e due i pazienti stanno bene, anzi uno è già totalmente guarito. Ancora oggi sembra che i due casi cremonesi non siano collegati tra essi, ed inoltre, nessuno dei due aveva viaggiato prima di contrarre il virus. Nonostante questi casi, la situazione rimane sotto controllo e dunque non si ritiene che ci debbano essere particolari allarmismi.