Lo scandalo del gelato confezionato che ha disgustato il web: ecco di cosa si tratta

È oramai arrivata la bella stagione e il binomio estate-gelato non può di certo mancare. Con l’avvento della stagione estiva, il caldo aumentano le occasioni di consumo di questo alimento dolce, per alcuni versi “confortante” e freddo. In realtà da qualche anno a questa parte il consumo di gelato è diffuso anche nei mesi invernali.

Naturalmente in inverno non vediamo nessuno a passeggiare con il cono gelato in mano, possiamo assaporare il gusto del gelato soltanto recandoci nei supermercati e comprandolo, lì non solo troveremo i coni, ma anche altri formati come coppette e stecche con ghiaccioli. In Italia intorno agli anni 50, sono state create tante diverse tipologie, le quali hanno avuto una progressiva evoluzione degli ingredienti, e una sempre più vasta diffusione, favorita principalmente dalla presenza nei supermercati.

Come si creano i gelati destinati al commercio industriale? La creazione dei gelati industriali, ha inizio con la miscelazione di vari ingredienti, i quali sono omogeneizzati, proprio per produrre una crema dalla consistenza liscia e regolare. Dopo questo passaggio segue la pastorizzazione, quest’ultima, riguarda il trattamento con il calore (temperatura che deve aggirarsi almeno per 25 secondi a 79°C) il quale permette di eliminare eventuali agenti patogeni, contenuti nella miscela.

Il composto ottenuto viene in seguito rapidamente raffreddato e lasciata “maturare” al freddo per un periodo di tempo che va da un minimo di due ore, fino ad un massimo di tre giorni, tutto ciò per permettere agli ingredienti di amalgamarsi perfettamente. Successivamente vengono aggiunti degli ulteriori ingredienti, che sono sensibili al calore, come per esempio lo yogurt, la frutta oppure alcuni coloranti o aromi naturali.

Inoltre, per dare al gelato delle caratteristiche di sapore e consistenza ottimali, e dunque, far sì che si mantengano inalterate nel tempo, l’industria tende ad utilizzare degli addensanti, come per esempio la farina di semi o di carrube. Da alcune industrie vengono anche usati delle sostanze chiamate “emulsionanti” , come per esempio le lecitine e i mono- e di-gliceridi degli acidi grassi. Non è finita qui, poiché oltre a queste sostanze, i gelati possono contenere anche dei coloranti e aromi particolari, mentre, al contrario di molti altri prodotti, non hanno conservanti perché questa azione è svolta in modo efficace dalle basse temperature.

I gelati confezionati di solito hanno una lista di ingredienti molto lunga, la quale comprende anche delle sostanze che non sono particolarmente benefiche per la nostra salute. Mi riferisco a sostanze come la carragenina (E407), che è un composto che secondo alcuni studi scientifici potrebbe avere degli effetti negativi a lungo termine. Lo stesso vale anche per alcuni emulsionanti. Queste sostanze, anche se sono consentite per legge, non sono di certo salutari per il nostro organismo, soprattutto se vengono ingerite in modo spropositato.