Primi casi di vaiolo delle scimmie in Italia: fate attenzione

Il vaiolo delle scimmie chiamato anche monkeypox è stato dichiarato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come nuova emergenza della salute pubblica. Con 23 mila casi registrati da maggio fino ad oggi, la malattia si trasmette in prevalenza sessualmente e a contatto stretto con il malato. Ad oggi, come documentato in un noto articolo di sanità inglese, la popolazione maggiormente coinvolta è quella degli omosessuali. Questo non significa che il vaiolo colpisca in base all’orientamento sessuale ma indica quale è la modalità di trasmissione più comune, premessa per meglio diminuire la diffusione della malattia.

La malattia, secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, si manifesta inizialmente attraverso i classici sintomi dell’influenza, ovvero febbre, sonnolenza e cefalea. Ciò che caratterizza questa malattia è la comparsa di lesioni cutanee e nei genitali simili a quelle del vaiolo umano: le vescicole si tramutano successivamente in pustole sino alla loro completa estinzione per “essiccatura”.  Le zone quindi più interessate dalle eruzioni cutanee sono: le aree ano-genitali , il tronco, le braccia e le gambe , il viso e i palmi delle mani e i piedi.

La trasmissione del virus da uomo a uomo avviene con molta difficoltà. Le infezioni avvengono di norma per contatto con animali infetti o con persone che hanno soggiornato nelle zone a rischio. Il contagio avviene nella fase acuta ma solamente dopo con un contatto ravvicinato e prolungato, per esposizione ravvicinata faccia a faccia, contatto fisico diretto con le lesioni cutanee, compreso il contatto sessuale e per contatto con materiali contaminati. come gli indumenti, le lenzuola o gli utensili.

In generale il vaiolo delle scimmie può manifestarsi in maniera più grave soprattutto in elementi fragili come bambini, donne in gravidanza e persone immunodepresse. Attualmente però non esistono in commercio trattamenti approvati o farmaci specifici. Tuttavia, essendo un virus simile al vaiolo umano, l’utilizzo del vaccino contro il vaiolo può risultare utile nel prevenire anche il vaiolo delle scimmie. In caso di contagio, vi elenchiamo le precauzioni da adottare:

-rimanere in isolamento in casa o in stanza dedicata -utilizzare oggetti domestici personali come ad esempio: lenzuola, asciugamani, piatti e bicchieri, da NON condividere assolutamente con altri membri della famiglia;
-evitare il contatto con persone, specialmente con gli immunocompromessi fino alla completa guarigione dell’eruzione cutanea
-evitare contatti stretti o intimi con altre persone fino alla completa guarigione dell’eruzione cutanea come: abbracci, baci, contatti prolungati faccia a faccia e astenersi dall’attività sessuale fino alla caduta delle croste. I soggetti infetti devono essere consapevoli che l’uso del preservativo non garantisce una protezione completa dal virus.