Trovati insetti e larve dentro marca di tonno in scatola: la notizia che sconvolge tutti

“Scaglie di tonno in scatola con decorazione di granchietto”. Ne avete mai sentito parlare? No, non è il nome di una nuova ricetta per un ristorante di lusso stellato, ma bensì è ciò che è accaduto a Zoe Butler, una donna inglese che, all’apertura di una scatoletta di tonno, pensando di trovarci dentro del tonno, per l’appunto, ha trovato una strana sorpresa. Si, un po’ come le tavolette di Willy Wonka che contenevano quei famosi biglietti d’oro?

Questa scatola di tonno invece conteneva una misteriosa creatura (o ciò che ne restava), una sorta di simpatica pallina con due dolci occhietti blu tenebri e profondi, che osservavano direttamente l’esterrefatta donna inglese. Dopo qualche, inevitabile e ovvio strillo di circostanza, la donna ha ripreso il controllo delle sue corde vocali, del suo smartphone ed è riuscita a scattare una foto postando poi l’immagine della misteriosa creatura, online; la foto è immediatamente finita su Twitter dove è diventata virale in meno tempo di quanto si possa immaginare, diventando una vero e proprio “scandalo” con tanto di hashtag su Twitter.

Da qui è partito subito il tam tam cinguettante e l’indagine per capire di che cosa strana e possibile potesse trattarsi. Un alieno? Nah.. magari un parassita ancora sconosciuto? O un casuale assembramento di molecole? Un tonno in potenza? Le ipotesi iniziali, super fantasiose, sono state moltissime ma la prima più gettonata è stata la possibilità che si trattasse di un Cymothoa exigua. Il Cymothoa exigua è un simpaticissimo parassita chiamato anche “pidocchio mangia lingua”, una definizione popolare che lascia ben poco alla fantasia e moltissimo al raccapriccio e al disgusto.

Si tratta del parassita di alcuni pesci, che riesce a penetrare all’interno della bocca del malcapitato attraverso le sue branchie, riesce ad agganciarsi alla lingua e inizia a succhiarne il sangue. La lingua si atrofizza e si consuma, ma il pidocchio va a sostituire il suo corpo alla lingua del pesce che gli ha offerto l’involontaria ospitalità, collegando quindi il proprio corpo ai muscoli linguali del pesce e diventando una sorta di “lingua senziente”, potendo nutrirsi del cibo ingerito dall’ospite.

Il parassita deriverebbe probabilmente da un pesce molto più piccolo ingoiato dal tonno prima che l’azienda catturasse il pesce e lo facesse a tocchetti, decapitando quindi anche il mangiatore di lingue, di cui resterebbe soltanto la testa, ritrovata poi dalla donna.
Questa teoria è stata successivamente smontata dal Nottingham Post che afferma che non si tratta di un pidocchio bensì di una forma post-larva, ancora immatura, di una piccola specie di granchi.