Questa marca di tonno in scatola è infetta da larve: attenzione non compratela

Avete mai sentito parlare di anisakidosi (o anisakiasi)? Si tratta di un disturbo causato dagli anisakis, nematodi (vermi) parassiti che sono capaci di annidarsi nelle pareti dello stomaco e il modo migliore per prevenire l’infestazione consiste sicuramente nell’evitare il consumo di pesce crudo o non cotto a sufficienza. Attenzione, perché larve di anisakis possono costituire un duplice rischio per l’uomo: parassitosi (causata dall’ingestione del pesce crudo), reazione allergica (in caso di ingestione o altra forma di contatto).

I sintomi più comuni di questo disturbo con cui si manifesta la presenza di anisakis intestinale sono: dolore allo stomaco acuto e severo, nausea e vomito, febbre, raramente sangue nel vomito da ulcera. L’esordio dei sintomi è molto rapido, arriva infatti entro poche ore dal momento dell’ingestione. L’anisakidosi era diffusa soprattutto in tutte quelle zone dove si mangia abitualmente il pesce crudo, come ad esempio in Giappone, tuttavia, da quando mangiare sushi è diventato una vera e propria moda, sono stati riferiti casi simili in tutti i continenti: di fatto, quindi, ad oggi chiunque mangi pesce crudo o poco cotto in realtà sottoposto ad un rischio elevato.

Quando l’uomo mangia pesci crudi, ingerisce anche le larve dei nematodi che, penetrando all’interno dell’organismo, invadono il nostro apparato digerente. Le larve producono una sostanza che attrae, nella zona colpita, tanti agenti del sistema immunitario come globuli bianchi eosinofili che formano un granuloma (è una piccola pallina dura che si forma dall’accumulo delle cellule del sistema immunitario.

All’interno dell’ apparato digerente il nematode può poi staccarsi e riattaccarsi più volte alle pareti, ma molto raramente giunge alla maturazione negli esseri umani: di norma viene infatti eliminato spontaneamente entro tre settimane dall’infezione. Se però rimane all’interno dei tessuti, finisce per essere rimosso dalle difese immunitarie della persona in questione; quando muoiono lasciano però una massa infiammata nell’esofago, nello stomaco e nell’intestino.

L’anisakis, durante lo stadio di sviluppo tipico dell’infestazione del pesce, è perfettamente visibile ad occhio nudo e si presenta come un verme di lunghezza compresa tra 1-3 cm; il suo colore è variabile e va tra il bianco ed il rosato (nel pesce può prendere anche in parte il colore della carne). Il riconoscimento avviene in genere durante la procedura di eviscerazione del pesce crudo quindi prima della cottura; anche se il parassita normalmente si trova nell’intestino del pesce, esistono delle prove a sostegno del fatto che le larve si possono spostare tranquillamente dall’apparato digerente alla carne.