La peggiore marca di pomodoro in lattina piena di pesticidi: ecco quale

A seguito del grosso scandalo che ha coinvolto una nota marca di grandi produttori che hanno alla base della loro filiera produttiva il pomodoro, i consumatori sono stati assaliti da non pochi dubbi su quale potesse essere la scelta corretta da prendere al supermercato in modo tale da portare a casa un prodotto che non sia dannoso per la salute. Molti hanno deciso di valutare l’acquisto di produzioni a km 0 direttamente dai contadini o piccoli produttori ma purtroppo queste realtà sono sempre meno presenti sul territorio e molto difficili da trovare.

Da quanto dichiarano i grandi produttori del settore in concomitanza con gli esperti , la parte più complessa e che quindi richiede un maggiore sforzo e attenzione è la ricerca delle materie prime: queste, infatti, sono alla base della filiera produttiva. Le linee che delineano le regole di produzione ci dicono che per ottenere un buon prodotto, soprattutto dal punto di vista nutrizionale, è fondamentale utilizzare pomodori coltivati e quindi raccolti nel nostro territorio e soprattutto non farsi ingannare da prodotti che derivano da semi lavorazioni o che risultano come concentrati.

L’elemento che ci da le informazioni di base del prodotto che vogliamo acquistare è certamente l’etichetta. Proprio per questo motivo, è fondamentale che questa non contenga informazioni alterate e che, di conseguenza, sia trasparente su informazioni come la provenienza del pomodoro, la lavorazione e gli ingredienti utilizzati. A seguito di questi scandali che hanno coinvolto un numero considerevole di case produttrici, sono stati effettuati dei test a campione tra i vari marchi che più facilmente si trovano in commercio.

Gli esperti hanno deciso di rendere noti i risultati dei test effettuati soprattutto per sensibilizzare i consumatori. Quello che è emerso è la presenza eccessiva di acqua e soprattutto la presenza di pesticidi. Gli elementi che sono stati analizzati sono stati diversi, ma possiamo citare la qualità della materia prima utilizzata, e quindi dei pomodori e la quantità di sale, pesticidi e muffe presenti in ogni litro.

La nota positiva che gli esperti tengono a far emergere è che comunque tutti i marchi di polpa di pomodoro sottoposti ad analisi hanno ottenuto dei punteggi tali da considerarle tutte accettabili o, per citare le loro parole “hanno raggiunto la sufficienza”. I vari laboratori che hanno effettuato le analisi consigliano che, prima di procedere con l’acquisto di qualsiasi alimento, è bene leggere correttamente le etichette e optare per scegliere il prodotto che contiene solamente pomodoro 100% e sale.