Tonno in scatola avariato: due casi di avvelenamento

In questo articolo parleremo del tonno in scatola avariato e di cosa provoca a chi lo mangia. Cosa succede a chi mangia tonno in scatola avariato? Esso può fare davvero molto male e causare una brutta intossicazione da istamina o una sindrome sgombroide. Si tratta di una patologia causata dal consumo dei prodotti ittici contaminati dai batteri in assenza di alterazioni organolettiche; i sintomi si manifestano immediatamente dopo il consumo del tonno e sono: eritema al viso, sensazione di calore, vomito, diarrea, dolori addominali, mal di testa e tremori.

Il tonno in scatola una volta aperto deve essere consumato nel più breve tempo possibile e se ciò non fosse possibile è buona abitudine mettere conservarlo subito in frigo. Come scegliere un buon tonno in scatola? E’ preferibile consumare del tonno in scatola conservato nei vasetti in vetro in modo tale da poter valutare ed apprezzare l’aspetto del pesce prima dell’acquisto. Per capire se il tonno in scatola è di buona qualità, esso dovrebbe avere un colore rosato, indice di freschezza. Se presenta, invece, un colore rosa grigio o rosa giallognolo vuol dire che il tonno non è fresco. E’ bene anche fare attenzione ai riflessi di colore verde brillante in quanto sono il risultato dell’aggiunta di clorofilla, usata proprio per conferire tale colorazione.

E’ vero che il tonno in scatola al naturale è migliore di quello sott’olio? Molti nutrizionisti consigliano la scelta del tonno in scatola al naturale perché non è possibile verificare la qualità dell’olio che viene utilizzato. Inoltre è bene sapere, che l’aggiunta di olio aumenta l’apporto calorico del tonno, apportando grassi che, anche se sono di origine vegetale, non fanno affatto bene al nostro organismo.
Il consiglio verso chi preferisce il tonno sott’olio è di sgocciolare bene i tranci per consumare meno olio possibile.

Nel tonno in scatola ci sono metalli pesanti? I tonni sono predatori che consumano dei metalli pesanti come il mercurio. Quando si mangia il tonno si rischia infatti di ingerire anche piccole o grandi quantità di mercurio. Secondo l’OMS (organizzazione mondiale della sanità) anche una piccola quantità di mercurio è in grado di danneggiare il nostro sistema digestivo, i reni, la pelle e tutto il sistema immunitario. Troppo mercurio, inoltre, può aumentare il rischio di infarti fino al 70% e causare dei grossi danni al cervello. Nella maggior parte dei casi il livello di mercurio nei pesci è abbastanza basso da non preoccuparsi ma i rischi aumentano quando si consuma pesce con una certa regolarità.