La verità sul tonno in scatola marcio: ecco cosa si nasconde

Oggi parleremo di un pratico alimento presente in tutte le case: il tonno in scatola. Si tratta del cibo estivo per eccellenza che viene usato come condimento per le insalate di pasta e riso, come farcitura dei sandwich per uno spuntino, risolvendo così il fastidioso problema della cena senza scaldare nulla in casa. Il tonno in scatola è, per tale ragione, il cibo più consumato dagli italiani e consigliato da molti nutrizionisti in quanto alimento salutare perfetto per mantenersi in linea; il tonno, infatti, sia in scatola che fresco, è un alimento altamente nutritivo per il nostro organismo, ma che spesso non rispetta tutti gli standard richiesti per quanto riguarda la sua pesca.

Dei positivi effetti che il tonno apporta alla nostra salute ne ha parlato anche una recente ricerca condotta per conto dell’ANCIT (Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare), che ha raccontare quanto una semplice scatoletta di tonno possa essere una grande miniera d’oro per la salute del nostro corpo. Siamo però in grado di scegliere la marca migliore da acquistare e quella peggiore da evitare a tutti i costi?

Compiere questa scelta con consapevolezza è davvero molto semplice, basta infatti saper leggere in maniera corretta l’etichetta riportata in calce in quanto su di essa sono riportate tutte le importanti informazioni legate al suo pescato, all’operatore di settore adibito alla sua cattura, alla specie, agli attrezzi che sono stati usati per la sua pesca, agli eventuali allergeni e se il pesce era congelato oppure no. Purtroppo, la lista delle marche di tonno in scatola che non rispettano correttamente tutti gli standard richiesti per quanto riguarda la pesca sono veramente tanti, vediamo il perché.

Ancora oggi viene usata da tantissimi pescherecci la pesca con le reti al posto di quella con la canna e a farne le spese sono molto spesso i tonni piccoli, i più giovani, con il grave rischio che così facendo si impedisca completamente il ripopolamento di tutta la specie. Un dato super importante e anche molto utile è sapere dove è stato pescato il pesce in questione e questo è fattibile andando a leggere sull’etichetta la voce “aree numerate zona FAO”.

E’ bene sapere che le zone FAO che risultano più pericolose sono le FAO 61, 67, 71 nell’Oceano Pacifico. In particolare si ricorda che FAO 61 e 71 sono altamente inquinate a causa del disastro di Fukushima ma andrebbero evitati, per sicurezza, anche tutti i tonni dell’Atlantico della zona nord-est e del Golfo del Messico. Quindi le migliori zone in cui si deve catturare il tonno sono la zona FAO 27 (Atlantico nord-orientale e Mar Baltico) e la zona FAO 37 cioè il mar Mediterraneo dove siamo certi che la pesca è sempre sostenibile.