Questa marca di tonno in scatola sta sconvolgendo tutti: ecco perché

Il tonno in scatola è uno dei prodotti più consumati sulle tavole degli italiani. Naturalmente questo enorme consumo è dovuto alla praticità di questo alimento, al suo alto contenuto proteico e soprattutto alla facilità di abbinamento con tante ricette. Di conseguenza, sul mercato troviamo molti marchi tra cui scegliere, ma alcune di esse (la maggior parte) sono di qualità davvero scadente. Vediamo insieme quali sono le marche da evitare assolutamente e quelle che invece possono essere consumate con tranquillità.

Le marche vengono classificate, tenendo conto di diversi fattori, tra cui: la completezza e l’accuratezza delle informazioni riportate sull’etichetta del prodotto; le caratteristiche organolettiche di ognuno di essi, come ad esempio il sapore, l’odore, il modo in cui viene presentato, il metodo di conservazione, la consistenza; ed infine, la sicurezza. Quest’ultima è il fattore più importante, poiché è determinata a sua volta da tre diversi fattori, ovvero la freschezza della materia prima utilizzata, l’eventuale contaminazione di metalli e persino la presenza di istamina.

Alcune delle marche (considerate le migliori sul mercato) che vengono giudicate secondo questi fattori, non hanno dato un riscontro positivo, sotto vari aspetti, in particolar modo quelli che riguardano e determinano la qualità del prodotto. Proprio per questo motivo i consumatori italiani e non solo, hanno denunciato la presenza di diverse sostanze nocive e di vari batteri, all’interno del prodotto, definendolo come contaminato. Ma non finisce qui, poiché ulteriori studi hanno dimostrato che questa contaminazione è dovuta all’uso di pesce marcio.

È inutile affermare che tutto ciò provoca al consumatore ignaro gravi problematiche di salute, le quali solo in rari casi si fermano al semplice mal di pancia. Una delle problematiche più pericolose e purtroppo anche la più frequente in cui possiamo imbatterci, è l’intossicazione da istamina. Quest’ultima non è altro che una molecola organica, appartenente alla classe delle ammine biogene. Nasce dalla decarbossilazione dell’istidina ad opera della istidina decarbossilasi, inoltre, ha anche un ruolo come neurotrasmettitore e alcuni dei sintomi provocati, sono simili a quelli della serotonina.

La decarbossilazione dell’istidina avviene solitamente nelle carni di pesci sgombroidi, mi riferisco a pesci come il tonno e altri pesci azzurri. Questa Intossicazione, viene anche chiamata sindrome sgombroide. Con questo specifico termine si vuole intendere una malattia di origine alimentare, che come accennato sopra, generalmente è causata dal consumo di prodotti ittici risultati contaminati da molti germi e batteri, che però non vanno ad alterare le proprietà organolettiche del prodotto. Proprio per questo è così pericolosa, perché a prima vista non si riesce ad individuare la contaminazione.