La pasta fa ingrassare? Ecco cosa dicono gli esperti: “pazzesco”

La pasta è senza ombra di dubbio “l’alimento italiano”; grazie alla quale siamo infatti conosciuti ed amati in tutto il resto del mondo. Ogni italiano che si rispetti punta sul consumo di pasta almeno una volta al giorno, preferibilmente a pranzo, condita con ingredienti che vanno dai più semplici e leggeri ai più complessi, compreso il pesce fresco e più raffinato. Esistono inoltre moltissime forme di pasta di diversa misura dalla corta (pennette, conchiglie, ditalini) alla media (penne, rigatoni, fusilli), fino alla lunga (spaghetti, tagliatelle, fettuccine).

Le paste alimentari nel mondo vanno però differenziate e divise anche dal punto di vista storico, essendo frutto distinto di due vaste e culture gastronomiche che hanno sviluppato questi tipi di alimenti nel corso di molti secoli in maniera parallela. Abbiamo la pasta italiana (come la tradizionale sfoglia, la pasta ripiena, i popolari spaghetti, la pastasciutta campana, i classici maccheroni, la pugliese, calabrese, siciliana, ecc.), che si sono diffuse gradualmente in tutto l’Occidente e in ambiti mediterranei; e la pasta cinese (ad esempio la pasta pechinese, i lāmiàn, la pasta cantonese, ecc.), diffusa e conosciuta, sotto moltissimi aspetti, in gran parte dei paesi asiatici dell’Estremo Oriente.

Ma, se ci pensate bene, uno dei primi cibi che vengono eliminati dal piatto nel momento in cui ci si deve mettere a dieta è proprio la pasta.
Essa è composta per il 70% da amido, ovvero carboidrati complessi che rilasciano gli zuccheri in modo molto più lento rispetto agli altri carboidrati, motivo per il quale le parole d’ordine per un consumo consapevole di questo gustosissimo piatto sono: quantità, abbinamento e frequenza. Infatti è bene precisare che nelle giuste porzioni, la pasta non fa assolutamente ingrassare. Abbinata ad alimenti ricchi di fibre quali ad esempio i legumi e le verdure, risulta avere un indice glicemico inferiore, così come avviene quando è cotta “al dente“.

Se al supermercato si pone il grande dilemma “pasta bianca o integrale?”, non esitare nemmeno un attimo e scommetti sulla seconda. Entrambe queste tipologie hanno le stesse calorie, 300-350 circa per 100 grammi di prodotto. Ciò che fa la differenza è, ancora una volta, la velocità di assimilazione: “La pasta integrale, a differenza di quella raffinata, permette un rilascio più lento degli zuccheri e un impatto minore sulla glicemia, e quindi sull’accumulo del grasso. La pasta integrale contiene inoltre delle fibre che aumentano il senso di sazietà e quindi contribuiscono al meglio ad avere meno fame tra un pasto e l’altro. Grazie al giusto abbinamento è, quindi, anche possibile mangiare “di più”, ma molto meglio.