Se mangi questa quantità di pasta a settimana non ingrassi

Considerate la pasta come un alimento irrinunciabile? Tranquilli, potete mangiarla ma con le giuste quantità. E’ bene considerare infatti il proprio tipo di metabolismo che può essere attivo o pigro. La pasta è uno di quegli alimenti della dieta alimentare a cui non si vorrebbe mai rinunciare ma quanta ne andrebbe mangiata ogni giorno? Fin da piccoli ci siamo abituati a mangiare la pasta almeno una volta al giorno, a pranzo, dato che si tratta proprio del piatto tipico della dieta mediterranea.

In questo articolo si diciamo subito che anche chi è a dieta può continuare a mangiarla pur rispettando dei limiti. Chiariamo subito che noi vi daremo soltanto delle indicazioni generali perché ognuno di noi ha un suo proprio metabolismo per cui c’è chi si mantiene facilmente in forma mentre c’è chi tende ad ingrassare rapidamente. Ecco una prima informazione: 100 gr di pasta senza condimento contengono già 300-350 kcal e quindi se vogliamo mantenerci in linea ne possiamo mangiare circa 60-70 gr.

Bisogna anche tenere conto dell’indice glicemico dell’alimento (che misura la velocità di digestione e l’assorbimento dei cibi contenenti carboidrati insieme al loro effetto sulla glicemia) ma per ‘diminuirlo’ si può scegliere la pasta integrale. Ma è meglio mangiare la pasta a pranzo o a cena? Beh, ovviamente è alquanto preferibile consumarla a pranzo, dato che la sera le calorie si accumulerebbero non essendoci un dispendio energetico. E invece quanta pasta si può mangiare durante la settimana? Secondo gli esperti è possibile mangiarla anche 2-3 volte a settimana visto che l’amido procura un buon senso di sazietà.

Attenzione, però. Si deve stare molto attenti ai condimenti che si utilizzano. Ebbene sì, la pasta si può mangiare nelle giuste porzioni ma non è certamente consigliato eccedere con i condimenti: va bene tutto ma con moderazione. Piccola chicca: come facciamo a sapere se una pasta è buona prima di mangiarla? Quando il produttore ci permette di osservarla ancora prima di comprarla, tramite una confezione trasparente e riciclabile, questo è già un primo segnale di qualità dato che ila trasparenza consente di verificare se la pasta ha la giusta porosità.

Se la pasta ha un aspetto ruvido allora vuol dire che è trafilata al bronzo ed è il sistema migliore per trattenere il condimento; per altri tipi di pasta, come per esempio i capellini, è più adatta una trafilatura al teflon, che rende il formato meno poroso e molto più tenace quando è servito in brodo. Veniamo adesso al colore: la pasta raffinata deve avere un colore giallo ambrato omogeneo, senza puntini chiari o scuri: la presenza dei puntini bianchi segnala un difetto nell’idratazione della semola mentre quella dei puntini neri indica la presenza di frammenti di crusca non eliminati in macinazione.