Burro e olio: quale ha più calorie? La risposta ti sorprenderà!

Alla scoperta dei segreti dei due celebri condimenti.

Quando mangiamo, se stiamo attenti a quello che mettiamo nel piatto perché magari abbiamo bisogno di perdere peso non possiamo non tenere conto delle calorie. Il focus su questo aspetto è particolarmente frequente quando si parla di condimenti grassi, tra i quali spiccano il burro e l’olio. Qual è il più calorico? Nelle prossime righe di questo articolo, abbiamo cercato di dare una risposta a questa domanda (molto diffusa).

Olio: cosa sapere sul suo apporto calorico

L’olio è un condimento che fa parte da secoli e secoli della cultura alimentare umana. Associato alla dea Atena nell’antica Grecia, civiltà che alla coltivazione dell’olivo deve tantissima della sua prosperità, è ricco di antiossidanti che proteggono il nostro organismo dai radicali liberi.

Quando lo si acquista, ci si sente spesso consigliare di focalizzarsi su quello extra vergine, il non plus ultra per la salute. Tutto questo è vero ma, quando si parla dell‘olio, non bisogna dimenticare un rovescio della medaglia di portata non indifferente: l’olio – sia extra vergine di oliva sia non – è estremamente calorico.

Giusto per dare qualche numero, ricordiamo che 100 grammi di questo condimento apportano ben 900 chilocalorie. Chiaro è che, se si esagera con le quantità, il rischio è quello di prendere peso (e non poco).

Quante calorie ha il burro?

Parliamo ora del burro che, anche se può sembrare strano, ha meno calorie dell’olio. Come mai? Per rispondere a questa domanda bisogna chiamare in causa la sua composizione nutritiva. Nel burro troviamo l’80% di grassi, il 15 d’acqua e il rimanente 5 di proteine.

Qui sta la forte differenza con l’olio: quest’ultimo, infatti, non contiene acqua. La sua struttura è formata totalmente da lipidi. Attenzione, però: il burro è caratterizzato dalla presenza di un’importante quantità di acidi grassi saturi.

Questi ultimi, anche se la loro influenza negativa è stata fortemente ridimensionata da uno studio i cui dettagli sono stati pubblicati sul British Medical Journal nell’estate del 2015, sono decisamente meno sani rispetto a quelli insaturi, per esempio gli omega 3, che possiamo trovare nell’olio d’oliva, ma anche in pesci come il salmone e lo sgombro, per non parlare di quel frutto portentoso che è l’avocado.

Una buona alternativa per introdurre il burro nella propria dieta minimizzando i danni prevede il fatto di focalizzarsi sul burro ghee o burro ayurvedico. Detto anche burro chiarificato, è composto da acidi grassi a catena corta, indi è più digeribile.

Privo di sale e di grassi idrogenati, ben più pericolosi rispetto a quelli saturi, è caratterizzato da un contenuto di colesterolo bassissimo.