Attenzione, mangiare il pesce può provocare delle malattie inaspettate e diarrea. Uno studio rivela i casi

Mangiare pesce può, a volte, provocare reazioni inaspettate e anche gravi, vediamone alcune.
Una di queste è l’intossicazione da tetrodotossina, molto comune in Giappone, a causa del consumo di pesce palla; tuttavia però, oltre 100 specie d’acqua dolce e acqua salata contengono questa sostanza. I sintomi precoci comprendono intorpidimento di arti e viso seguito da un aumento della salivazione, vomito, nausea, diarrea e dolore addominale.

La tossina non può essere distrutta dalla cottura o dal congelamento e se si ingerisce una quantità eccessiva di tossina, i muscoli si paralizzano fino alla morte per la paralisi dei muscoli che regolano la respirazione.
Abbiamo poi la sindrome sgombroide:
I tessuti di pesci come sgombro, tonno, palamita e lampuga, dopo la cattura si degradano, producono alti livelli di istamina che se ingerita causa immediato arrossamento del volto e si possono verificare spiacevoli reazioni quali nausea, vomito, dolori gastrici e orticaria qualche minuto dopo aver consumato il pesce.

Tuttavia i sintomi, spesso scambiati per allergie alimentari, di solito durano meno di 24 ore. A differenza delle altre intossicazioni da pesci, questa si può prevenire conservando nel modo corretto il pesce dopo la cattura e i farmaci antistaminici, come la difenidramina, possono contribuire ad alleviare i sintomi.

In seguito c’è l”intossicazione da molluschi:
Si può verificare da giugno ad ottobre; i molluschi tra cui cozze, vongole e ostriche possono ingerire alcuni dinoflagellati velenosi quando l’acqua assume un colore rosso, definito con “marea rossa”.
I dinoflagellati producono una tossina che attacca le fibre nervose, la sassitossina che causa avvelenamento con paralisi da molluschi, e rimane anche dopo la cottura dei cibi.

Il primo sintomo consiste nella sensazione di punture di spilli intorno alla bocca ed inizia 5-30 minuti dopo l’ingestione; la nausea, il vomito e i dolori addominali compaiono in un secondo tempo, seguiti dalla debolezza muscolare che può trasformarsi in paralisi degli arti. La debolezza dei muscoli respiratori può addirittura causare la morte ma in caso contrario la guarigione è totale.