Questa marca di acqua continua a provocare tragedie: non compratela

I vari supermercati ci presentano una grandissima varietà di acque pure, che sgorgano da fonti incontaminate situate sulle montagne e che rispettano la loro naturalezza anche durante i processi di imbottigliamento. Tutto ciò sicuramente attira tutti noi consumatori, ma sappiamo per certo quali sono le caratteristiche che dobbiamo osservare per capire se si tratta di un’acqua veramente pura o meno? A rispondere a questa domanda sono gli esperti, affermando che bisogna concentrarsi su alcuni valori che indicano in quale percentuale sono contenuti alcuni elementi.

Quali sono? Vediamoli insieme. innanzitutto, dobbiamo soffermarci ad attenzionare il basso livello di sodio, perché quest’ultimo ci permette di mantenere equilibrato il nostro metabolismo. È necessario, però, che questo elemento venga assunto nelle giuste concentrazioni, in quanto se viene assunto a delle concentrazioni elevate potrebbe provocare la tanto temuta ritenzione idrica. Altro elemento da attenzionare è il basso residuo fisso :questo ci indica la concentrazione in cui sono presenti alcuni Sali.

Questo residuo deve avere un valore quanto più basso possibile, in quanto maggiore sarà il residuo fisso, maggiori saranno le difficoltà con cui il nostro sistema metabolico assimilerà l’acqua. I minerali che troviamo solitamente disciolti nelle acque sono calcio, magnesio e potassio. Inoltre, troviamo il basso indice di durezza dell’acqua, che nello specifico ci indica il contenuto di due Sali: calcio e magnesio. Anche questo è un valore che deve necessariamente tenersi basso perché sono proprio questi due Sali i responsabili di alcuni elementi calcarei in soluzione che causano problemi ad organi come reni e fegato.

Un altro elemento da attenzionare sono i Nitrati. Questi sono i responsabili dell’inquinamento di alcune fonti. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato i nitrati e i nitriti ingeriti come “probabilmente cancerogeni per gli esseri umani”. I nitrati, presi singolarmente, non sono nocivi. Lo diventano nel momento in cui entrano a contatto con la saliva in quanto si trasformano in nitriti.

Secondo la legge, in Italia un’acqua viene denominata con l’appellativo di “potabile“, solo nel caso in cui presenta un quantitativo di nitrati inferiore ai 50 mg/l. Dunque, le autorità competenti, consigliano fortemente l’utilizzo di acque che contengono la quantità minima di minerali: queste contengono degli effetti diuretici migliori e migliorano anche l’azione digestiva. Un altro grande nemico è l’anidride carbonica. Questa, nella maggior parte dei casi, non viene estratta da sorgenti naturali, bensì da processi chimici che alterano le funzionalità del nostro organismo.