Questo borgo abruzzese custodisce una delle fortezze più grandi d’Italia (e una via che dicono sia la più stretta del Paese)

Una cittadella arroccata tra i monti e l’Adriatico, uno degli ultimi baluardi borbonici a cadere con l’Unità d’Italia e un dedalo di vicoli da percorrere a piedi: ecco cosa vedere a Civitella del Tronto e come organizzare la visita

Ci sono borghi che si annunciano da lontano. Civitella del Tronto, in provincia di Teramo, vicino al confine con le Marche, è uno di questi: la sua fortezza compare in cima alla collina molto prima del paese, una lunga sagoma di pietra che sembra galleggiare tra le montagne e il mare. Da lassù lo sguardo arriva fino all’Adriatico, passando per le colline e i grandi massicci dell’Appennino.

Ma Civitella non è solo la sua rocca. Ai piedi delle mura si apre un centro storico di pietra, fatto di scalinate, palazzi antichi e vicoli strettissimi. È un borgo che si gira con calma, salendo poco alla volta verso la fortezza, e che a ogni terrazza regala un panorama diverso. Non a caso è tra “I Borghi più belli d’Italia”.

Perché la fortezza di Civitella è speciale

La Fortezza di Civitella del Tronto è una delle più grandi d’Italia: si estende per circa 25.000 metri quadrati, con una caratteristica forma allungata che segue il crinale della collina. Fu costruita nel XVI secolo per volontà di Filippo II di Spagna, sui resti di una rocca medievale preesistente, e venne poi potenziata nel Settecento sotto il dominio dei Borbone.

È soprattutto la storia a renderla celebre. Civitella fu uno degli ultimi baluardi borbonici a resistere durante l’Unità d’Italia: la fortezza si arrese soltanto nel marzo del 1861, a Regno ormai proclamato. Tra le sue mura si respira ancora quel passato di assedi e resistenza, raccontato oggi anche dal Museo delle Armi e delle Mappe Antiche allestito al suo interno.

Poi c’è il panorama. La posizione dominante regala uno dei colpi d’occhio più ampi dell’Abruzzo interno: dai tetti in pietra del borgo lo sguardo corre verso i Monti della Laga e il massiccio del Gran Sasso da un lato, e verso la costa adriatica dall’altro.

Come organizzare la visita

Il borgo e la fortezza si visitano interamente a piedi. Si entra dal centro storico passando da Porta Napoli, l’unica delle antiche porte rimasta intatta, e da lì si sale gradualmente fino alla rocca, che domina il paese dall’alto. Non è una salita difficile, ma con scarpe comode si gode di più.

La fortezza è visitabile con biglietto e, all’interno, ospita il museo. Trattandosi di una struttura storica più volte interessata da lavori di consolidamento, conviene verificare orari e aree accessibili prima di partire, soprattutto fuori stagione.

Un consiglio pratico: dedicate del tempo alle terrazze panoramiche del borgo, non solo alla rocca. È lì, dagli affacci tra i vicoli, che si scattano alcune delle fotografie più belle.

Cosa vedere

La Fortezza e il Museo delle Armi.  Il monumento simbolo: bastioni, camminamenti e punti panoramici che si percorrono lungo tutto il crinale. All’interno, il Museo delle Armi e delle Mappe Antiche raccoglie armi, oggetti e documenti legati alla storia del borgo.

Porta Napoli.  L’ingresso storico al centro abitato e l’unica delle antiche porte conservata intatta. Da qui si imbocca la salita verso il cuore del paese.

Piazza Filippi Pepe e il belvedere.  La piazza principale, con la sua ampia terrazza panoramica affacciata sui Monti della Laga e sul Gran Sasso. Sulla piazza si trova anche la Chiesa di San Lorenzo, dalla facciata rinascimentale.

La Ruetta.  Il vicolo più curioso del borgo, talmente stretto da costringere a passare quasi di profilo. I cartelli la indicano come la via più stretta d’Italia: un primato che diversi altri paesi si contendono, ma che resta una tappa irrinunciabile.

I dintorni: le Gole del Salinello.  A poca distanza dal borgo si aprono le Gole del Salinello, meta amata dagli appassionati di trekking e di natura, ideali per allungare la visita con un’escursione.

A tavola: cosa assaggiare

Il piatto della tradizione locale sono i “maccherù nghe li cèpp”: maccheroni fatti a mano avvolgendo l’impasto attorno a un sottile bastoncino, la “ceppetta”. Si gustano con un sugo di carne oppure con porcini e tartufi, che nei boschi della zona crescono abbondanti. Come sempre nei borghi, i ristoranti hanno spesso pochi coperti: meglio prenotare, soprattutto nel fine settimana e in alta stagione.

Quanto tempo serve (e gli errori da evitare)

Per Civitella basta una giornata: la mattina alla fortezza e al museo, il pomeriggio tra i vicoli del borgo e le sue terrazze. Chi ha più tempo può aggiungere un’escursione alle Gole del Salinello, trasformando la gita in un weekend.

Gli errori più comuni? Fermarsi alla sola fortezza e saltare il borgo (o viceversa): è l’insieme a rendere unica la visita. Sottovalutare la salita a piedi fino alla rocca. Non verificare prima orari ed eventuali chiusure parziali. E ripartire senza essersi affacciati dalle terrazze panoramiche: è da lì che Civitella si fa ricordare.

Chiara Naviglio

Giornalista di Viaggio, Guida Turistica Abilitata

Giornalista pubblicista iscritta all'ODG della Campania e Guida Turistica abilitata dalla Regione Campania. Ha visitato 40 paesi e collabora con riviste di settore e portali turistici nazionali. Specializzata in turismo culturale, borghi italiani e itinerari enogastronomici, scrive guide dettagliate basate sull'esperienza diretta dei luoghi, con consigli pratici su costi, logistica e stagionalità.

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