Scanno è il borgo abruzzese con il lago a forma di cuore: ecco perché è uno dei più fotografati d’Italia

Vicoli di pietra, un costume femminile tra i più belli d’Italia e uno specchio d’acqua che dall’alto disegna un cuore: c’è un angolo dell’Abruzzo dove il tempo sembra essersi fermato. Ecco cosa vedere, come organizzarsi e gli errori da non fare

C’è un momento, salendo lungo i tornanti che risalgono le Gole del Sagittario, in cui il paesaggio cambia all’improvviso: le pareti di roccia si aprono, l’aria si fa più fresca e, in fondo alla valle, compare un borgo di case in pietra arrampicate sulla montagna. È Scanno, in provincia dell’Aquila, uno di quei posti che hanno la rara capacità di farti rallentare nel momento esatto in cui ci arrivi.

Non è una meta da spuntare in fretta tra una tappa e l’altra. Scanno chiede tempo: quello per perdersi nei suoi vicoli, per salire fino al belvedere da cui il lago rivela la sua forma più celebre, per sedersi in piazza e ascoltare il dialetto. In cambio restituisce un Abruzzo autentico, fatto di tradizioni ancora vive e di scorci che hanno conquistato alcuni dei più grandi fotografi del Novecento.

Perché Scanno è diversa dagli altri borghi

A circa 1.000 metri di altitudine, incastonato nell’alta Valle del Sagittario tra i Monti Marsicani, Scanno è considerato uno dei borghi più belli d’Italia. Ma ciò che lo rende speciale non è un singolo monumento: è l’insieme. Il centro storico ha mantenuto un impianto medievale quasi intatto, con scalinate, archi, saliscendi continui e le caratteristiche “cemmause”, le scale in pietra che salgono fino agli ingressi delle case.

Poi c’è il lago. Il Lago di Scanno è il più grande bacino naturale d’Abruzzo e deve la sua fama a un dettaglio che si svela solo dall’alto: visto dai sentieri panoramici che lo circondano, lo specchio d’acqua disegna chiaramente un cuore. Non sorprende che sia diventato uno dei luoghi più fotografati della regione e una meta gettonata per le fughe romantiche.

Infine, la memoria. Scanno è stato immortalato negli anni Cinquanta da maestri della fotografia come Henri Cartier-Bresson e, più tardi, Gianni Berengo Gardin: i loro scatti delle donne in costume e dei vicoli hanno reso il borgo celebre ben oltre i confini abruzzesi. Una vocazione che il paese non ha dimenticato, tanto da dedicare ai fotografi una sua via.

Come organizzare la visita

Scanno si raggiunge comodamente da Sulmona, risalendo la suggestiva strada che attraversa le Gole del Sagittario: già il tragitto, tra pareti rocciose e tornanti, vale parte del viaggio.

Sul quando andare, il borgo cambia volto con le stagioni. In estate il clima fresco di montagna lo rende una boccata d’aria rispetto all’afa delle città, e il lago si anima di canoa, pedalò e windsurf. Primavera e autunno regalano luce morbida e meno folla. In inverno, invece, la zona è frequentata dagli appassionati di sci grazie agli impianti del monte Rotondo e del passo Godi.

Un consiglio pratico valido sempre: il centro è tutto da percorrere a piedi, fatto di salite e gradini. Lasciate l’auto nei parcheggi a ridosso del paese e mettete scarpe comode. Vale anche per il lago: la passeggiata fino al punto panoramico richiede un minimo di allenamento, meglio affrontarla nelle ore meno calde.

Cosa vedere a Scanno

Il centro storico e le cemmause.  La vera attrazione è il borgo stesso. Conviene perdersi senza una meta precisa tra i vicoli lastricati, gli archi e i portali antichi, lasciando che siano le scalinate a guidare il passo. L’itinerario classico parte dalla parte bassa del paese e sale fino a Piazza San Rocco, l’antica piazza del borgo.

Chiesa di Santa Maria della Valle.  È la chiesa madre di Scanno, detta anche dell’Assunta. Alcuni elementi architettonici testimoniano la sua esistenza già nel XII secolo. L’esterno, in stile romanico abruzzese realizzato in pietra locale, presenta una facciata con tre portali sormontati da altrettanti rosoni. All’interno, a tre navate, custodisce dipinti e arredi di epoche diverse.

Piazza San Rocco e Santa Maria di Costantinopoli.  Conosciuta anche come “Piazza Vecchia”, Piazza San Rocco è il cuore del borgo antico. Qui si affaccia la piccola Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, risalente al XV secolo, semplice fuori ma preziosa dentro grazie a un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna in trono col Bambino.

La Porta della Croce.  Tra le antiche porte di accesso al borgo, la Porta della Croce risale a un periodo compreso tra Quattrocento e Cinquecento, quando il centro storico fu ampliato verso sud per far fronte alla crescita della popolazione.

Il costume tradizionale.  È il segno distintivo più forte di Scanno: il costume femminile è tra i più famosi d’Abruzzo e ancora oggi alcune donne anziane del borgo lo indossano quotidianamente, con la gonna scura, le camicie rigonfie e il copricapo che lo caratterizzano. Un patrimonio vivo, non una messa in scena per turisti: vale la pena chiedere prima di fotografarlo, per rispetto di chi lo porta.

Le botteghe della filigrana.  Scanno è anche terra di orafi. La lavorazione della filigrana d’oro affonda le radici nel Settecento e si tramanda ancora nelle botteghe del borgo. I gioielli più noti — come la Presentosa — sono legati a momenti simbolici della vita, dal corteggiamento al matrimonio. Entrare a curiosare in un laboratorio è uno dei modi più autentici per conoscere il paese.

Il Lago di Scanno e il Sentiero del Cuore.  A pochi minuti dal borgo, il lago è la tappa più scenografica. Per ammirarne la celebre forma a cuore si imbocca il cosiddetto “Sentiero del Cuore”, un percorso panoramico di circa un’ora che sale, nei pressi dell’Eremo di Sant’Egidio, fino al belvedere da cui il disegno si rivela in tutta la sua nitidezza. È qui che si scattano le fotografie più belle.

I dintorni: Gole del Sagittario e Villalago.  Chi ha più tempo può dedicare una giornata ai dintorni: il vicino Lago di San Domenico, il borgo di Villalago e i belvedere sulle Gole del Sagittario, area naturale protetta, regalano alcuni dei paesaggi più suggestivi dell’Appennino abruzzese.

A tavola: cosa assaggiare

La cucina di Scanno racconta una terra di pastorizia. Protagoniste le carni di pecora e agnello, i formaggi pecorini e i salumi. Sul fronte dolce, due nomi su tutti: il Pan dell’orso e i mostaccioli, perfetti per chiudere un pranzo di montagna. Un’avvertenza utile: i ristoranti dei borghi come questo hanno spesso pochi coperti, quindi conviene prenotare con un po’ di anticipo, soprattutto nei fine settimana e in alta stagione.

Quanto tempo serve (e gli errori da evitare)

Per il borgo basta una giornata: l’itinerario a piedi nel centro storico si percorre con calma in poche ore, lasciando il tempo per il lago nel pomeriggio. Ma se potete, fermatevi una notte: Scanno al tramonto e di sera, quando i pullman sono ripartiti, mostra il suo volto più intimo.

Gli errori più comuni? Andare solo per il lago e saltare il centro storico (o viceversa): è l’insieme a rendere unica la visita. Affrontare il sentiero panoramico con le scarpe sbagliate o nelle ore più calde. Pretendere di “vedere tutto” di corsa, quando il bello di Scanno è proprio il ritmo lento. E, ultimo ma non meno importante, dimenticare di assaggiare qualcosa del posto: qui la tradizione si racconta anche a tavola.

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